Mag 022018
 

Banca d’Italia ha pubblicato il primo rapporto sulla stabilità finanziaria 2018, che include anche l’andamento del mercato assicurativo. In sintesi, i rischi per la stabilità finanziaria appaiono mitigati dalla crescita robusta dell’economia globale e dal rafforzamento del settore bancario nell’area Euro.

I rischi connessi con l’uscita del Regno Unito dalla Unione Europea si sono attenuati a seguito dell’intesa su un periodo
di transizione, anche se rimangono incertezze sulla ratifica dell’accordo e sul futuro assetto per l’accesso a infrastrutture e mercati finanziari.

In Italia l’impatto sul costo medio dei titoli di Stato di un eventuale rialzo dei tassi di interesse sarebbe attenuato dalla loro lunga vita residua. L’alto livello del debito pubblico rende tuttavia l’economia italiana vulnerabile a forti tensioni
sui mercati finanziari e a revisioni al ribasso delle prospettive di crescita.

La situazione finanziaria delle famiglie italiane è solida. L’indebitamento è contenuto; la crescita del reddito disponibile e i bassi tassi di interesse ne favoriscono la sostenibilità. La ripresa economica sostiene la redditività delle imprese e ne attenua la vulnerabilità. Permangono però aree di fragilità tra le piccole e medie imprese e nel settore delle costruzioni, caratterizzato da un indebitamento elevato e da livelli di attività ancora contenuti.

La qualità del credito bancario continua invece a migliorare. I flussi di nuovi prestiti deteriorati sono sui livelli precedenti la crisi finanziaria. Il peso dei crediti deteriorati nei bilanci degli intermediari è in forte riduzione, soprattutto per le banche che
hanno effettuato ingenti operazioni di cessione.

Il completamento di alcuni aumenti di capitale ha ridotto il divario in termini di patrimonializzazione rispetto alla media degli altri paesi europei. La redditività delle banche sta aumentando, ma rimane molto bassa per numerosi intermediari di piccola e media dimensione. La necessità di ampliare i ricavi e di ridurre i costi operativi è accentuata dall’imminente introduzione del
requisito MREL, che potrebbe determinare incrementi rilevanti del costo della raccolta.

Gli indici di solvibilità delle assicurazioni italiane sono aumentati. L’impatto del periodo di bassi tassi di interesse sulle compagnie italiane è stato meno pronunciato che in altri paesi. Prosegue la diversificazione degli investimenti
finanziari, ma le compagnie restano esposte ai rischi connessi con l’eventuale acuirsi di tensioni sui mercati del debito sovrano.

La crescita sostenuta del risparmio gestito contiene invece i rischi per la stabilità finanziaria, a causa del buon allineamento tra la liquidità dell’attivo e del passivo dei fondi comuni e della ridotta dimensione di quelli caratterizzati da un’elevata leva finanziaria

Rapporto Stabilità Finanziaria 1 – 2018 (PDF)

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