Ott 202017
 

1. Introduzione

Il Rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, pubblicato nel mese di ottobre, esplora come di consueto il livello di conoscenze, le attitudini comportamentali, gli stili decisionali e il ricorso alla consulenza finanziaria di un campione rappresentativo di decisori finanziari.

Il Rapporto 2017, in particolare, ha affinato la rilevazione delle cosiddette conoscenze finanziarie percepite, che accanto a quelle effettive possono guidare scelte e comportamenti.  Il documento illustra, inoltre, talune caratteristiche individuali che possono incidere sulle scelte di risparmio e investimento, quali gli elementi di background alla base delle conoscenze finanziarie dei soggetti intervistati,  la tendenza ad affrontare con apprensione la gestione della finanza personale (cosiddetta financial anxiety), l’interesse verso le materie finanziarie.

Nell’ottica di valutare la qualità delle scelte finanziarie e dei modelli decisionali degli intervistati, il Rapporto approfondisce anche numerosi aspetti legati al cosiddetto financial control, ossia alle scelte che costituiscono il presupposto necessario del risparmio e dell’investimento. In particolare, si è inteso analizzare le abitudini degli italiani in tema di gestione delle entrate e delle uscite (budgeting),  pianificazione finanziaria,  monitoraggio delle scelte, indebitamento, evidenziandone le associazioni con i fattori (conoscenze, propensione all’ansia, interesse, etc.) che possono influenzare la capacità di gestire le finanze personali.

2. Conoscenze finanziarie effettive e percepite

Le evidenze sulle conoscenze in materia di investimenti finanziari confermano che un contenuto livello di alfabetizzazione delle famiglie italiane, sia nel caso di concetti di uso quotidiano sia rispetto alle tipologie di rischio finanziario comunemente illustrate nell’informativa di prodotto veicolata dagli intermediari ai propri clienti (Fig. 1).

Il 20% dei decisori finanziari afferma inoltre di non avere familiarità con alcun prodotto finanziario (il dato si attesta al 15% per il sotto-campione degli investitori), mentre il restante 80% fa riferimento più frequentemente a depositi bancari, titoli di Stato e obbligazioni bancarie (Fig. 2).

Nel 40% dei casi le conoscenze effettive e quelle percepite mostrano un disallineamento, che si traduce prevalentemente in una sopravvalutazione della propria literacy (cosiddetta overconfidence).

Con riferimento all’autovalutazione, un ulteriore profilo di interesse riguarda la percezione delle proprie abilità riferite a specifiche aree della finanza personale. Più del 70% dei decisori finanziari ritiene di essere almeno nella media rispetto alla capacità di risparmio (il dato si attesta rispettivamente all’86% e al 72% nel caso di gestione di spese programmate e risparmio previdenziale). In generale, l’autovalutazione delle proprie competenze nelle decisioni economico-finanziarie registra i valori più alti rispetto alla gestione del budget familiare e al controllo delle spese (più dell’80%), e quelli più bassi in relazione alle scelte di investimento (70% del campione).

3. I comportamenti: pianificazione e risparmio

Il Rapporto censisce i comportamenti delle famiglie lungo tutta la filiera del risparmio, a partire dalla pianificazione finanziaria e dalla gestione del bilancio familiare fino all’accantonamento di risorse e alla relativa allocazione in impieghi finanziari, assicurativi e previdenziali.

Le rilevazioni restituiscono al proposito un quadro degno di attenzione. Sebbene più della metà degli intervistati riferisca di controllare entrate e uscite familiari, solo il 24% lo fa in modo molto accurato, ossia con il supporto di note scritte o di strumenti digitali, e solo il 13% rispetta il budget sempre (Fig. 3). Inoltre, l’abitudine a pianificare e monitorare gli obiettivi raggiunti nel tempo è segnalata da poco meno del 25% del campione (Fig. 4).

I comportamenti ‘virtuosi’ si associano positivamente a conoscenze (sia effettive sia percepite) e a interesse nelle materie finanziarie, mentre diventano meno frequenti al crescere dell’età e tra i soggetti più ansiosi nella gestione delle finanze personali (si vedano le Figg. 3.2- 3.5 e 3.7 – 3.8 del Report 2017).

I comportamenti dichiarati sono in genere in linea con l’autovalutazione delle proprie capacità. In altre parole, la percentuale di individui che ritiene di monitorare correttamente le spese sale tra gli intervistati che dichiarano di controllare il budget con il supporto di note scritte, mentre la percentuale di soggetti che si considerano risparmiatori migliori della media è maggiore tra coloro che riescono ad accantonare risorse con regolarità.

Pianificare aiuta ad affrontare con consapevolezza riduzioni (temporanee o permanenti) del reddito disponibile, fattore quest’ultimo cruciale nella formazione del risparmio. Quasi un terzo del campione (e ancor più se si considera solo il sottogruppo di soggetti che non effettuano alcuna programmazione finanziaria) non è in grado di stimare il ridimensionamento del tenore di vita che si dovesse rendere necessario per affrontare una contrazione di un terzo delle entrate familiari. Tale circostanza può sollevare criticità per il 30% delle famiglie che, alla fine del 2016, riferisce di aver subito una contrazione del reddito (Figg. 5 e 6).

Con riferimento alle abitudini di risparmio, il 60% degli intervistati dichiara di risparmiare prevalentemente in maniera regolare, mentre i restanti non sono in grado di farlo a causa di vincoli di bilancio molto stringenti ovvero perché indebitati (a fine 2016, circa il 42% delle famiglie ha in essere un mutuo ipotecario ovvero un finanziamento per le spese correnti; Fig. 7). La propensione a risparmiare, ovviamente crescente al crescere del reddito, si associa positivamente alle conoscenze finanziarie, al financial control e all’interesse nelle materie finanziarie. Il dato registra invece valori più contenuti tra coloro che riportano di provare ansia verso le scelte economico-finanziarie. Il movente precauzionale guida il 70% circa dei risparmiatori, mentre solo il 32% associa il risparmio a un obiettivo specifico di breve o di lungo periodo (Fig. 8).

4. Il processo di investimento

Nella survey 2017 si è inteso indagare anche la possibilità che atteggiamenti maturati in un particolare ambito (attinente nel caso specifico al financial control) possano estendersi in modo trasversale a tutte le scelte economico-finanziarie. Ad esempio, come già ricordato, gli italiani appaiono poco propensi a individuare i propri obiettivi nella fase di gestione del bilancio familiare. Tale comportamento si riscontra anche nel caso delle scelte di investimento, poiché il 90% degli investitori non identifica il proprio obiettivo prima di scegliere come impiegare il risparmio. Tale attitudine si estende in realtà a tutti gli elementi  che concorrono a definire il contesto delle scelte di investimento, inclusi orizzonte temporale, capacità economica di assumere rischio e tolleranza al rischio (Fig. 9).

Un altro atteggiamento relativo al processo decisionale concerne il monitoraggio delle proprie scelte. In questo caso, alla scarsa propensione a pianificare e controllare le proprie entrate e uscite finanziarie (riferita, come già menzionato, solo da un quarto del campione) si contrappone una più frequente attitudine a monitorare nel tempo l’esito delle proprie scelte di investimento (riferita da oltre il 70% degli investitori).

In generale, emerge una certa associazione tra comportamenti virtuosi maturati in ambiti differenti. La consapevolezza del processo decisionale d’investimento aumenta, difatti, con l’abitudine al budgeting e alla pianificazione finanziaria (oltre che con le conoscenze finanziarie), così come il monitoraggio delle scelte di investimento sembra accompagnarsi all’attitudine a controllare le spese familiari e lo stato di avanzamento della pianificazione.


Note:

– Il presente intervento riprende i temi sviluppati nel Report Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, a cura di Nadia Linciano, Monica Gentile e Paola Soccorso. Le opinioni espresse sono personali e non impegnano in alcun modo l’Istituzione di appartenenza.

– Il Report fa riferimento ai dati derivanti dall’Indagine Multifinanziaria Retail Market e dall’Osservatorio su ‘L’approccio alla finanza e agli investimenti delle famiglie italiane‘ (GfK Eurisko). Multifinanziaria Retail Market: campione di circa 2.500 famiglie. Osservatorio su ‘L’approccio alla finanza e agli investimenti delle famiglie italiane‘: circa 1.000 famiglie. In entrambi i casi il decisore finanziario (di età compresa fra 18 e 74 anni) è il percettore di reddito più elevato in famiglia.

Ott 202017
 

L’ESMA ha diffuso per la prima volta i dati relativi alle dimensioni dei mercati di strumenti derivati su tassi di interesse, credito, titoli azionari, materie prime e tassi di cambio all’interno dell’Unione Europea, sulla base dei dati settimanali ricevuti dai trade repositories (TRs).

Secondo l’analisi dell’ESMA, effettuata sui dati disponibili al 24 febbraio 2017, la dimensione totale dei mercati dei derivati ​europei è stata stimata in un valore nozionale di circa 453 trilioni di euro e circa 33 milioni di operazioni.

I risultati dettagliati sono inclusi nell’articolo “EU derivatives markets ─ a first-time overview”, incluso nell’ultimo aggiornamento del docmento “Trends, Risks and Vulnerabilities”.

Comunicato stampa
EU derivatives markets ─ a first-time overview

Ott 202017
 

L’EBA ha pubblicato un aggiornamento dell’elenco degli enti del settore pubblico che possono essere equiparati alle amministrazioni regionali, autorità locali o amministrazioni centrali per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito ai sensi del Regolamento CRR (Capital Requirements Regulation). Come conseguenza, dunque, le esposizioni nei confronti degli enti pubblici inclusi nell’elenco riceveranno lo stesso trattamento – in termini di ponderazione per il rischio – previsto per le autorità locali e le amministrazioni centrali.
L’elenco è compilato utilizzando le informazioni fornite dalle autorità competenti e si basa sulla classificazione utilizzata in ciascun paese. Gli approcci e i criteri di ammissibilità possono pertanto variare da paese a paese.

Aggiornamento elenco EBA degli enti del settore pubblico

Ott 202017
 

La Consob ha adottato le indicazioni operative di dettaglio che potranno servire a facilitare la piena e corretta applicazione del Regolamento europeo (n. 596/2014) in materia di abusi di mercato (MAR), superando con ciò i dubbi emersi dopo l’entrata in vigore, nel luglio 2016, della nuova disciplina. In particolare:

– Le Linee Guida in materia di informazioni privilegiate chiariscono agli operatori come comportarsi nel processo di gestione di tali informazioni e nella redazione dell’insider list. Gli emittenti potranno, così, più semplicemente adeguare le proprie procedure organizzative interne agli obblighi di comunicazione al pubblico. Per tener conto delle tipicità delle Piccole e medie imprese (Pmi), è previsto nei prossimi mesi lo sviluppo di specifiche indicazioni in una nuova versione delle Linee Guida, che in coerenza con il principio di proporzionalità prevede una gestione più semplificata delle informazioni privilegiate.

– Le Linee Guida in materia di “Raccomandazioni d’investimento” trattano, invece, i temi della corretta presentazione delle raccomandazioni d’investimento, della comunicazione al pubblico di interessi particolari e di conflitti d’interesse nonché delle condizioni in presenza delle quali la Consob può richiedere la pubblicazione delle raccomandazioni d’investimento. Potranno risultare utili, oltre che a chi elabora o diffonde raccomandazioni d’investimento, anche a chi le riceve, alle società che ne sono oggetto e ai giornalisti che le diffondono.

Linee Guida Consob in materia di informazioni privilegiate
Linee Guida Consob in materia di raccomandazioni d’investimento

Ott 202017
 

Il Comitato di Basilea ha presentato il tredicesimo Report sullo stato di avanzamento dei lavori di applicazione del nuovo quadro normativo di Basilea III. Il documento, in particolare, illustra i progressi dei membri del comitato nell’adottare gli standard di Basilea III a fine settembre 2017.
L’analisi si basa sulle informazioni fornite dai singoli membri nell’ambito del Regulatory Consistency Assessment Programme (RCAP). Il Report comprende lo stato di adozione degli standard in materia di: i) risk-based capital, ii) Liquidity Coverage Ratio (LCR), iii) Net Stable Funding Ratio (NSFR), iv) banche di importanza sistemica globale e nazionale, v) rapporto di leva , vi) il quadro di riferimento per le esposizione di grosse dimensioni, vii) il rischio di tasso di interesse nel banking book (IRRBB) e viii) gli obblighi di trasparenza.

Tredicesimo Report sull’applicazione della disciplina di Basilea III

Ott 202017
 

La Consob ha pubblicato un documento di consultazione recante un proposta di modifica del Regolamento Intermediari in materia di operatività in Italia di imprese di paesi terzi diverse dalle banche. In particolare, le modifiche regolamentari che si sottopongono alla consultazione riguardano l’ingresso in Italia delle imprese di paesi terzi diverse dalle banche, conformemente a quanto previsto dall’art. 28 del TUF, come modificato dal decreto legislativo 3 agosto 2017, n. 129, con il quale è stata data attuazione alla MiFID II ed è stato adeguato l’ordinamento italiano al regolamento (UE) n. 600/2014 (cd. MiFIR).

Relativamente alla disciplina degli intermediari, il documento di consultazione prosegue il processo di recepimento, a livello di normazione secondaria di competenza della Consob, della direttiva 2014/65/UE (cd. MiFID II) e delle connesse misure di esecuzione, già avviato con la pubblicazione, lo scorso mese di luglio, dei seguenti documenti di consultazione:

a) documento concernente le modifiche al Regolamento Intermediari relativamente alle disposizioni per la protezione degli investitori e alle competenze e conoscenze richieste al personale degli intermediari (pubblicato il 6 luglio);

b) documento concernente le modifiche al Regolamento Intermediari relativamente alle procedure di autorizzazione delle SIM e all’ingresso in Italia delle imprese di investimento UE e alla disciplina applicabile ai gestori (pubblicato il 31 luglio).

La consultazione avrà termine l’8 novembre 2017.

Documento di consultazione

Ott 132017
 

L’ESMA ha presentato il suo Work Programme per il 2018 che definisce le priorità e le aree di intervento a sostegno della missione per il miglioramento della protezione degli investitori e la promozione della stabilità dei mercati finanziari.

Il programma, stilato in accordo al piano strategico 2016-2020 ESMA, riflette lo spostamento delle priorità di lavoro dell’Autorità Europea dalla costruzione del Single Rulebook verso due attività chiave: i) convergenza delle politiche di vigilanza e ii) valutazione dei rischi.

Per il 2018, le aree chiave di intervento ESMA saranno:

  • sostenere l’applicazione coerente di MiFID II e MiFIR da parte dei partecipanti al mercato e delle autorità nazionali competenti (NCA);
  • garantire la qualità, l’integrazione, l’usabilità e la trasparenza dei dati raccolti dall’ESMA;
  • contribuire allo sviluppo di misure di secondo livello in relazione alla nuova disciplina sui prospetti;
  • migliorare l’efficacia e l’impatto delle attività di vigilanza individuale sulle agenzie di rating di credito (CRA) e trade repositories (TR).

Comunicato stampa
ESMA Work Programme 2018

Ott 132017
 

Il Financial Stability Board (FSB) ha pubblicato un report sullo stato di applicazione delle raccomandazioni formulate dal Board nel 2014 per la riforma dei principali benchmark per i tassi di interesse, tra i quali i cosiddetti tassi IBOR (Interbank Offered Rate). Le raccomandazioni del 2014 comprendono misure per rafforzare la struttura dei benchmark attuali e sviluppare tassi di riferimento alternativi privi di rischio (RFR).

L’analisi FSB evidenzia che gli amministratori IBOR hanno continuato ad introdurre importanti misure per l’applicazione delle raccomandazioni, incluse le misure per adeguare le metodologie utilizzate per il calcolo dei tassi di riferimento. Tuttavia, nel caso di alcuni IBOR, come LIBOR e EURIBOR, permangono delle criticità riguardanti la robustezza e l’integrità dei benchmark dovute principalmente alla scarsità di operazioni di riferimento per alcune combinazioni di valute e scadenze.

I regolatori di alcune giurisdizioni hanno compiuto buoni progressi nel sostenere i flussi di lavoro incentrati sull’identificazione di nuovi RFR o a sostegno di RFR già esistenti da utilizzare in alternativa ai tassi IBOR (in particolare per alcune tipologie di contratti derivati). Ad oggi, però, sono stati fatti progressi limitati in materia di migrazione da tassi IBOR a RFR.

Il FSB pubblicherà un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori nel 2018.

Comunicato stampa
Report su applicazione raccomandazioni IBOR 2017

Ott 132017
 

L’Autorità bancaria europea (EBA) ha pubblicato il suo programma di lavoro per il 2018 che descrive le attività e le attività specifiche dell’Autorità per il prossimo anno. In concomitanza, l’Autorità ha diffuso un programma di lavoro pluriennale, evidenziando le principali aree strategiche di lavoro dal 2018 al 2021.

Di seguito le principali aree di attività EBA per il 2018:

  • sviluppo della normativa CRR/CRD e BRRD e analisi delle conseguenze della revisione della disciplina del trading book introdotta dal Comitato di Basilea;
  • miglioramento delle capacità di data hub per i dati delle banche nell’UE attraverso l’espansione delle infrastrutture digitali e delle capacità analitiche;
  • monitoraggio dell’impatto dell’uscita del Regno Unito dall’UE;
  • supporto all’attività di regolazione del settore Fintech;
  • contribuire al piano d’azione del Consiglio europeo in materia di NPL.

Comunicato stampa
Programma EBA per il 2018