Dic 012014
 

Nei primi tre anni di vita EIOPA ha fatto concreti passi in avanti per diventare una solida e credibile autorità di vigilanza, volta alla protezione degli assicurati e la sfida principale che sta affrontando riguarda l’implementazione del nuovo regime di regolamentazione Solvency II. Una volta definite univocamente le regole, sarà necessario verificare che esse siano applicate in modo consistente negli stati membri dell’Unione Europea e a tal proposito EIOPA intende promuovere qualità e consistenza delle supervisioni nazionali e transnazionali. Un primo passo verso il raggiungimento di questi obiettivi è stata la pubblicazione dei Technical Standards e delle Linee Guida: i primi definiscono modelli e procedure per aree specifiche sotto Solvency II, le seconde stabiliscono metodi di supervisione efficienti volti ad assicurare una uniforme e consistente applicazione del regime.

Nel corso del mese precedente EIOPA ha sottoposto alla Commissione Europea il primo insieme dei Technical Standards e ha completato la consultazione pubblica del primo insieme di Linee Guida, il mese prossimo darà il via alla pubblica consultazione sul secondo insieme di Techical Standards e Linee Guida. Lo scorso 21 Novembre è terminata la pubblica consultazione sulle regole di determinazione della struttura a termine del tasso privo di rischio da utilizzare per il computo delle passività; come stabilito dalla direttiva 2009/138/EC, articolo 77e, EIOPA ha il compito di definirla e pubblicarla. Essa sarà resa disponibile da Febbraio 2015: EIOPA intende lasciare alle compagnie il tempo necessario per effettuare le dovute valutazioni onde evitare che il tempo stabilito tra la pubblicazione del tasso e l’obbligo di calcolare il bilancio possa determinare forti ondate di movimentazione sugli attivi.

Il punto di partenza di Solvency II è la valutazione economica dell’intero bilancio con attività e passività a valore di mercato, queste ultime calcolate sulla base di una struttura a termine di tassi privi di rischio. Generalmente il tasso privo di rischio è derivato dai tassi swap, ma qualora non ci siano mercati di scambio o l’informazione non sia sufficientemente trasparente, esso viene calcolato a partire dai bond governativi del paese di appartenenza. I tassi privi di rischio sono:

  • definiti per ampi orizzonti temporali (essendo le riserve di contratti assicurativi e ri-assicurativi a lunga durata)
  • calcolati nelle valute di maggior importanza per il mercato assicurativo dell’Unione Europea
  • modificati per essere depurati dal rischio di default della controparte implicitamente incluso nei contratti swap e nei bond governativi (Credit Risk Adjustment)
  • basati sui dati resi disponibili dai mercati finanziari; data la necessità di definire strutture a termine con ampi orizzonti temporali ma la disponibilità di contratti swap con durate inferiori, i tassi sono estrapolati dall’ultimo punto disponibile (Last Liquid Point) nel futuro in modo da convergere ad un tasso macroeconomico di equilibrio di lungo termine (Ultimate Forward Rate).Per evitare possibili “disallineamenti” con il calcolo degli attivi in contesti di spread di rendimento di titoli obbligazionari corporate e governativi anomali, il tasso di sconto privo di rischio utilizzato nella valutazione delle riserve tecniche è corretto secondo alcuni algoritmi:
  • il volatility adjustments introduce una correzione allo scopo di ridurre l’impatto della volatilità di breve termine
  • il matching adjustment introduce una correzione nei casi in cui le riserve siano prevedibili e coperte da attivi con flussi di cassa certi e detenuti fino a scadenza.

Ad EIOPA è affidato il compito di:

  • valutare l’entità del volatility adjustment (per diverse nazione e valute)
  • quantificare la porzione di spread degli attivi a copertura che riflette alcuni rischi in cui la compagnia non può incorrere detenendo gli attivi fino a scadenza.

La normativa vigente fissa molte caratteristiche dei tassi privi di rischio, tuttavia ne rimangono ancora alcune da definire; e regole già fissate hanno lo scopo di garantire il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • replicabilità: il calcolo del tasso risk free definito da EIOPA deve essere replicabile dalle compagnie e da qualsiasi parte interessata, senza discrezionalità (riduzione dell’expert judgement);
  • consistenza con il mercato: quando possibile, i tassi privi di rischio devono essere calcolati a partire da dati di mercati finanziari trasparenti, liquidi e caratterizzati da un volume di scambi elevato;
  • reportistica: i tassi privi di rischio saranno pubblicati mensilmente, tale frequenza permetterà alle compagnie di avere una base comune per valutare le informazioni finanziarie richieste dai supervisori con cadenza trimestrale o annuale;
  • stabilità: EIOPA intende mantenere quanto più stabile la definizione della struttura dei tassi privi di rischio, pur sapendo che nel tempo potrebbe essere necessario introdurre modifiche o revisioni di modello (soprattutto in corrispondenza delle revisioni dei requisiti di capitale previste da Solvency II).

Anche lato attivi l’implementazione di Solvency II si confronta con uno contesto economico sfidante: lo scenario di bassi tassi di interesse continua ad essere in testa ai rischi cui è esposto il settore assicurativo e ne è un chiaro segnale la prospettiva di mantenimento/rinforzamento di una politica monetaria accomodante, come confermato dalle parole di Mario Draghi dello scorso 27 Novembre (“assicureremo il giusto grado di politica monetaria accomodante e contribuiremo a un graduale ritorno dell’inflazione vicino al 2%”). Le Compagnie di assicurazione stanno iniziando a fare propria questa nuova realtà di bassi tassi di interesse rivisitando i prodotti a catalogo e diversificando le scelte di investimento; la diversificazione di portafoglio gioverebbe fra l’altro all’eccessiva esposizione verso titoli governativi e bancari, diminuendo il rischio di concentrazione. Fino ad ora non ci sono stati cambiamenti significativi a livello di portafoglio complessivo e le scelte di investimento continuano a mostrare per lo più il medesimo orientamento, tuttavia si possono notare alcuni trend, come ad esempio l’aumento di investimenti nelle infrastrutture, l’aumento delle attività creditizie dirette, la diversa asset allocation fra bond governativi e corporate e l’aumento di esposizione sia verso bond di rating più basso, sia verso titoli emerging markets e private equity. Essendo uno dei principali investitori istituzionali, le Compagnie di assicurazione possono senza dubbio giocare un ruolo fondamentale nella promozione di una crescita economica sostenibile dell’Unione Europea perché possono investire in diverse tipologie di titoli, utilizzando quelli meno liquidi e a più lunga durata per essere in linea con le passività. Investimenti nelle infrastrutture e nel private equity sono da considerarsi attraenti anche in ottica Solvency II: l’assorbimento di capitale “stand alone” può apparire troppo alto, ma è necessario tenere considerazione gli effetti di diversificazione (una misura di capitale stand alone non è significativa) e comparare il rendimento all’assorbimento di capitale marginale.

 

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