Giu 022017
 

 

  • La propensione al risparmio sul reddito disponibile delle famiglie italiane è pari all’8,5% contro il 12,2% prima della crisi.
  • Rispetto al dato prima della crisi, nel portafoglio delle famiglie italiane cresce la quota dei depositi, delle polizze assicurative, dei fondi comuni, cala la quota dei titoli pubblici e delle obbligazioni bancarie.
  • La quota delle famiglie italiane vulnerabili (a rischio di deterioramento del credito) è pari al 2% (13.4% sul totale dei debiti). Nel caso di aumento di 1% dell’euribor nel 2017 il tasso passerebbe al 2,4%.
  • La leva finanziaria delle imprese italiane, seppur in flessione rispetto agli ultimi anni, è pari al 45% quattro punti percentuali al di sopra della media dell’area euro.
  • Da settembre 2016 a aprile 2017 il rifinanziamento presso l’Eurosistema delle controparti italiane è passato sa 186 a 257 miliardi (principalmente TLTRO2). La quota di attività disponibili per ottenere liquidità addizionale è scesa dal 34% al 24%.
  • Il flusso di crediti deteriorati delle banche italiane è pari al 2,3% ed è oramai prossimo al valore prima della crisi. Il tasso di ingresso in sofferenze continua invece ad essere superiore in misura significativa.
  • Le emissioni nette di obbligazioni delle banche continuano ad essere negative. Per soddisfare il requisito MREL le banche italiane dovranno tornare ad aumentare la raccolta all’ingrosso.
  • I titoli di debito pubblico in possesso delle banche italiane sono diminuiti di 36 miliardi e sono pari a 339 miliardi, in rapporto all’attivo il peso è passato dal 10,4% al 9,6%. Lo stock di titoli di debito pubblico in possesso delle compagnie assicurative è pari a 360 miliardi.
  • I principali intermediari bancari italiani detengono il 21% di attività valutate al fair value (29% a livello europeo). Il 66% delle attività valutate a fair value sono di livello 1 mentre la media a livello europeo è 34%.
  • La riduzione media dell’eccedenza delle attività su passività nello scenario low for long delle compagnie di assicurazioni italiane è del 5% mentre a livello europeo il valore è pari al 18%. Nello scenario double hit la diminuzione è dell’ordine del 30% ed è in linea con quanto osservato in media in Europa.
  • L’impatto del volatility adjustments per le compagnie assicurative italiane sul solvency ratio è pari a 19 punti base, ammontare ben più basso rispetto ad altri paesi europei (media europea 34 punti base).
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