IVASS apre la strada a Solvency II
di Silvia Dell’Acqua

Set 18 2014
IVASS apre la strada a Solvency II <small><small><I>di  Silvia Dell’Acqua </I></small></small>

L’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) è tra le sei Autorità nazionali che esprimono un membro del Managing Board dell’EIOPA (European Insurance and Occupational Pensions Authority) ed ha sempre partecipato attivamente ai negoziati tesi alla definizione delle norme di Solvency II (SII).

Anche di recente IVASS si è dimostrata parte attiva contribuendo al disegno di un adeguato meccanismo di Volatility Adjustment (VA): un algoritmo concepito per correggere il tasso di sconto utilizzato nella valutazione delle riserve tecniche capace di smussare eventuali andamenti anomali degli spread di rendimento dei titoli obbligazionari corporate e governativi. Più nello specifico il tema era quello della definizione dell’ application ratio: la porzione di spread da considerare per correggere la curva di sconto). L’impianto di SII si fonda infatti sull’attribuzione di valori aderenti a quelli di mercato per tutte le voci di bilancio di un’impresa di assicurazione, valori da cui derivare il calcolo del capitale disponibile e del requisito minimo di capitale, che fa riferimento ai valori delle voci di bilancio nel caso di un predefinito scenario avverso. Tale metodologia, che consente in condizioni di mercato ordinate una ragionevole calibrazione della solvibilità in funzione dell’effettivo profilo di rischio, può produrre risultati scorretti e fuorvianti in condizioni di disordine dei mercati (alta volatilità che espone gli indicatori di solvibilità a grosse oscillazioni). Valori che rischiano di non rispecchiare l’effettivo profilo di rischio delle compagnie di assicurazione, che per natura sono caratterizzate da orizzonti a lungo termine e da uno stretto collegamento fra attività e passività.

La direttiva Omnibus II ha inserito in SII misure finalizzate a riflettere meglio la correlazione fra durata degli investimenti e passività; la normativa secondaria di SII (atti delegati), sarà proposta nel mese di Settembre dalla Commissione Europea al Parlamento Europeo e al Consiglio Europeo e dovrebbe contenere, oltre alle misure anti-cicliche, alcune modifiche nella calibrazione dei requisiti di capitale volte a evitare penalizzazioni degli investimenti a lungo termine, tema noto e collegato a quello del sostegno dell’economia reale da parte delle compagnie di assicurazione. Oltre alla direttiva e agli atti delegati, EIOPA pubblicherà anche una serie di standard tecnici e di linee-guida (misure di terzo livello).

Come dichiarato dal presidente Salvatore Rossi in occasione dell’assemblea annuale ANIA (Associazione Nazionale Imprese di Assicurazione) dello scorso luglio, IVASS sta facendo e intende fare molte cose per aprire la strada a SII nel nostro paese: anzitutto si pone l’obiettivo di realizzare il prima possibile un quadro nazionale di norme primarie completo, chiaro e stabile, che limiti al massimo le difficoltà di applicazione e, a seguire, la modifica di numerosi regolamenti.

A tal proposito si ricorda che il Regolatore italiano lo scorso 15 Aprile 2014 ha emanato la Lettera al Mercato (Prot n. 51-14-000579) ed il Provvedimento n.17 (recante modifiche ed integrazioni ai Regolamenti n.20, n.36 e n.15) introducendo modifiche regolamentari in attuazione delle linee guida proposte da EIOPA il precedente 31 Ottobre 2013, che invitavano ad anticipare l’applicazione di parti importanti del futuro regime di vigilanza. Il nuovo regime di SII stabilisce che il consiglio di amministrazione svolga un ruolo centrale nella gestione dei rischi dell’impresa, avendo pieno controllo e consapevolezza della situazione di rischio, al fine di assumere decisioni consapevoli e coerenti con la propensione al rischio dell’impresa; a tal fine deve essere in grado di organizzare l’impresa in modo che le funzioni, i processi, e i controlli ad ogni livello lo tengano sempre aggiornato. Sempre in tema di governance, le linee guida prevedono la creazione di una funzione attuariale esercitata da persone con conoscenze di matematica attuariale e finanziaria (non c’è riferimento esplicito alla necessità di essere iscritti ad un albo professionale – solo in pochi paesi europei gli attuari sono organizzati con un ordine professionale). I requisiti stabiliti da EIOPA riguardano, oltre che gli orientamenti sul sistema di governance, anche la valutazione prospettica dei rischi sulla base dei principi ORSA e la trasmissione delle informazioni alle autorità nazionali competenti.

IVASS ha recepito ampiamente tali linee guida attraverso modifiche regolamentari e richieste di nuovi adempimenti; di seguito un riassunto delle indicazioni a cui le imprese dovranno adeguarsi entro il 31 Dicembre 2014:

–       Lettera al Mercato:

  • sistema di governance: l’impresa di assicurazione deve individuare adeguati presidi organizzativi capaci di verificare l’adeguatezza delle riserve tecniche (e dei dati utilizzati per il calcolo) sulla base dei principi SII e capaci di garantire le interrelazioni necessarie con la funzione di risk management; l’impresa deve altresì elaborare una politica di gestione del capitale a medio termine;
  • valutazione prospettica dei rischi (FLAOR – Forward Looking Assessment of Own Risks): l’impresa di assicurazione deve effettuare una autovalutazione dei propri rischi e della propria posizione di solvibilità (processo ORSA – Own Risk and Solvency Assessment) con un duplice obiettivo:
    • il processo interno di misurazione del rischio deve diventare uno strumento di gestione per orientare le procedure operative e decisionali d’impresa
    • fornire al supervisore ulteriori dettagli per la sua valutazione di solvibilità;

l’impresa può considerare nei propri calcoli l’utilizzo delle misure Long Term Guaranteed (LTG measures) ma, qualora ne faccia ricorso, deve altresì fornire informative sull’impatto dell’utilizzo;

  • reporting: oltre alla segnalazione basata sulle metriche SI, le imprese devono inviare a IVASS anche quella basata sulle metriche SII, che si affiancherà alla precedente, senza sostituirla.

–       Modifiche al Regolamento n.20:

  • nel Capo II (Sistema dei Controlli interni) sono stati introdotti (art. 4) il principio “di proporzionalità” e del “forward looking” e l’obiettivo del tempestivo sistema di reporting; è stato ampiamente rivisto (art. 5) il ruolo dell’organo amministrativo in modo da assicurare una sua sempre maggiore consapevolezza e partecipazione al processo decisionale; l’introduzione dell’articolo 12-bis (Sistema di gestione dei dati) stabilisce che le imprese prevedano un sistema di registrazione e reportistica dei dati che ne consenta la tracciabilità;
  • nel Capo III (Revisione interna), modifiche e integrazioni (art. 15/15bis) rafforzano il concetto di indipendenza della funzione di revisione interna e i compiti del suo responsabile;
  • nel Capo IV (Gestione dei rischi) (art. 18/19/20/21/21bis), le modifiche suddividono l’articolato per tematiche e precisano i compiti della funzione di risk management e i compiti del suo responsabile;
  • nel Capo V (Funzione di Compliance) (art. 23/24/25), le disposizioni inerenti alla funzione compliance vengono allineate a quelle di risk management e revisione interna;
  • nel Capo VI (Disposizioni in materia di gruppo assicurativo) (art. 27) si stabilisce l’obbligo per la capogruppo di valutare con cadenza almeno annuale i rischi a cui il gruppo assicurativo è esposto in un orizzonte prospettico di un anno;
  • nel Capo VII (Obblighi di comunicazione), oltre ai nominativi dei responsabili delle funzioni revisione interna / risk management / compliance, le imprese devono comunicare (art. 28) l’avvenuta verifica della loro idoneità ai requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza; le imprese devono inoltre redigere una relazione sul sistema di gestione dei rischi e la capogruppo (28bis) deve inviare a IVASS una relazione sui rischi a livello di gruppo;
  • nel Capo VIII (Disposizioni in materia di esternalizzazione), la politica per l’esternalizzazione delle attività di impresa è stata integrata (art. 31/36) con l’inclusione dei criteri adottati per la qualificazione delle attività come essenziali.

–       Modifiche al Regolamento n.36

il Regolamento è stato aggiornato un’unica volta per recepire sia le linee guida EIOPA che il Decreto “Destinazione Italia” (D.L. 145/2013 convertito con modificazioni con legge n.9 del 21 Febbraio 2014), le modifiche non sono state soggette a pubblica consultazione in ragione dei termini stringenti per l’attuazione del Decreto:

  • nella Parte II (Linee guida in materia di investimenti) modifiche e integrazioni (art. 11/13) sono volte all’attuazione del “prudent person principle” al fine di sensibilizzare ulteriormente le imprese all’attuazione di valutazioni preventive specie per operazioni con profilo di rischio maggiore;
  • nella Parte III (Disposizioni in materia di coperture delle riserve tecniche), modifiche e integrazioni sono finalizzate al recepimento del Decreto “Destinazione Italia”, al recepimento delle novità portate dalla direttiva AIFM sui gestori di fondi di investimento alternativi e all’allineamento delle disposizioni in materia di coperture delle riserve rispetto alle integrazioni di cui sopra. Modifiche e integrazioni (art. 17/23) forniscono indicazioni circa l’ammissibilità degli investimenti alternativi a copertura delle riserve tecniche; sono state inserite due nuove classi di investimento con limite massimo di investimento del 3% delle riserve tecniche: obbligazioni corporate anche se non negoziate in un mercato regolamentato (minibond) e titoli di debito relativi ad operazioni di cartolarizzazione (in linea a quanto previsto dalla comunicazione congiunta Banca d’Italia e Consob del 26 Luglio 2013).

Oltre che a spingere le imprese di assicurazione a svolgere effettivamente un ruolo di stimolo degli investimenti, una maggiore presenza delle compagnie di assicurazione in investimenti innovativi è ragionevole anche per aspetti di natura tecnica: basti pensare a investimenti a lungo termine allineati con la duration delle passività, all’opportunità di una diversificazione del rischio di credito e all’utilità di una esposizione a rischi non correlati a quelli tipici assicurativi.

Per quanto riguarda invece il sostegno all’economia reale da parte delle compagnie di assicurazione, IVASS ha proposto ulteriori modifiche al Regolamento n.36, che e sono state di recente in fase di consultazione (documento di consultazione n. 7/104 fino al 10 Luglio; n. 9/2014 fino al 3 Settembre). Le richieste di modifica alla normativa secondaria in materia di investimenti erano già pervenute a IVASS in fase di commenti alle linee guida EIOPA di cui sopra, ma non erano state allora prese in considerazione per la necessità di attivare tempestivamente la preparazione a SII.

Con tali modifiche IVASS promuove più ampi margini di libertà in tema di investimenti:

–       Documento di consultazione n.7 (pubblicato il 10 Giugno 2014, in consultazione fino al 10 Luglio):

le modifiche e integrazioni proposte dovrebbero consentire alle imprese di ampliare la possibilità di investire e diversificare i propri investimenti, al fine di poter disporre di maggiori combinazioni di rischio/rendimento, tenendo anche conto dei presidi di controllo interno aggiunti o rafforzati in vista della preparazione a SII. La possibilità di investire in strumenti nuovi per il finanziamento dell’economia reale segue la direzione indicata da varie istanze nazionali ed internazionali.

Il documento in pubblica consultazione modifica prevalentemente la parte III del regolamento:

  • nel Titolo I e II (articoli 17 e 23) modifiche e integrazioni sono tese all’ampliamento degli investimenti in titoli di capitale non negoziati in mercati regolamentati, incluse le SRL. L’obbligo di certificazione a bilancio è mantenuto, ma è eliminato per gli ultimi 3 anni di bilancio; tale trattamento per uniformità è applicato anche ai titoli di debito corporate non negoziati in mercati regolamentati. Per gli investimenti alternativi è stato fissato il limite del 5% delle riserve tecniche per le classi A5.2a e A5.2b ed è stato mantenuto quello generale del 10% sull’intera macroclasse.
  • nel Titolo III (articolo 30) è stata introdotta la possibilità per IVASS di autorizzare investimenti in attivi diversi da quelli previsti dal Regolamento e in misura eccedente i limiti fissati qualora le imprese siano in grado di dimostrare capacità di valutazione del rischio, coerenza fra attivi e passivi e rispetto del fabbisogno di solvibilità in ottica SII.

–       Documento di consultazione n.9 (pubblicato il 13 Agosto 2014, in consultazione fino al 3 Settembre): nel periodo di consultazione del sopracitato Documento n.7, con il Decreto Legislativo “Competitività” (D.L. n. 91/2014), il legislatore ha apportato modifiche alla normativa primaria applicabile agli investimenti delle compagnie di assicurazione sia in tema di cartolarizzazioni sia in relazione all’attività di concessione di finanziamenti da parte di compagnie di assicurazione nei confronti di soggetti diversi da persone fisiche e microimprese. Secondo il D.L. la compagnia di assicurazione finanziatrice deve presentare adeguata patrimonializzazione e sistema di controllo/monitoraggio dei rischi; è obbligatorio l’intervento di una banca/intermediario finanziario per la selezione dei prenditori e per mantenere nell’operazione un significativo interesse economico fino a scadenza; IVASS ha il compito di definire condizioni e limiti operativi per l’attività di finanziamento, a tutela dell’impresa di assicurazione e degli assicurati. Con questa consultazione pubblica IVASS intende confrontarsi su condizioni e limiti operativi e modifiche per l’investimento in cartolarizzazioni. Le modifiche agli articoli prevedono:

  • art.8 l’impresa che vuole intraprendere il finanziamento deve integrare e inviare a IVASS la delibera sugli investimenti con appropriata descrizione delle modalità con cui intende svolgere l’attività (ausilio o meno di una banca, struttura informativa a supporto della gestione dei dati/informazioni);
  • art.9 obblighi di informativa nei confronti di IVASS e i poteri esercitabili dall’istituto (valutazione adeguatezza patrimoniale e margine di solvibilità);
  • art.11 sviluppo di adeguati sistemi di misurazione e gestione del rischio;
  • art. 17/23 elenco dei requisiti tali per cui l’impresa può operare senza pronunciamento dell’IVASS e introduzione delle “cartolarizzazioni tradizionali” prive di rating con limite di investimento al 5% in luogo del 3%;
  • art. 30 disciplina i criteri per la valutazione delle domande di autorizzazione che l’impresa deve sottoporre a IVASS in caso intenda operare senza l’ausilio di una banca.

IVASS procederà all’emanazione del Regolamento n.36 aggiornato a seguito di commenti pervenuti su entrambi i documenti in consultazione e di emendamenti necessari per tenere conto della definizione del recepimento nazionale della Direttiva AIFM (2011/61/UE) a seguito della recente pubblicazione per consultazione della normativa secondaria attuativa da parte di Banca d’Italia e Consob.

Da ultimo IVASS si impegnerà anche in tema di modifica dell’attuale direttiva europea in materia di intermediazione assicurativa (IMD – Insurance Mediation Directive  à IMD2). La revisione di IMD è prevista dalla direttiva SII (art n.139) al fine di tenere in considerazione gli effetti che il nuovo sistema di vigilanza implicherà per gli assicurati ed è volta alla tutela dei consumatori, in un periodo storico in cui evoluzione di tecnologia e mercato si concretizzano nella nascita di nuovi canali distributivi, che portano nuove opportunità ma anche nuovi rischi. La revisione di IMD è discussa in seno alla Commissione Europea da Luglio sotto presidenza italiana; il Governo italiano ha chiesto ad IVASS un contributo tecnico in materia; la normativa italiana già disciplina alcune innovazioni previste dal progetto di revisione di IMD ad esempio, la disciplina sulla vendita diretta di prodotti da parte delle compagnie di assicurazione prevede regole di comportamento analoghe a quelle degli intermediari.

Concetta Brescia Morra nominata membro dell’Administrative Board of Review

Set 18 2014
Concetta Brescia Morra nominata membro  dell’Administrative Board of Review

L’8 settembre 2014 la BCE ha nominato i cinque membri e i due supplenti dell’Administrative Board of Review del Single Supervisory Mechanism

I membri nominati sono:
–  F. Javier Arístegui Yáñez ex vice governatore del Banco de España;
– Concetta Brescia Morra professoressa di diritto dei mercati finanziari;
–  André Camilleri, ex direttore generale della Malta Financial Services Authority;
– Edgar Meister, ex membro del comitato esecutivo della Deutsche Bundesbank;
– Jean-Paul Redouin, ex primo vice governatore Banque de France e presidente Commission Bancaire.

I due membri supplenti sono:
–  Kaarlo Jännäri, ex direttare generale della Finanssivalvonta/Finansinspektionen (Autorità di Vigilanza Finanziaria Finlandese);
– René Smits, professore di diritto ed ex General Counsel di De Nederlandsche Bank.

( https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2014/html/pr140908.en.html)

Tutta la redazione desidera esprimere le più vive congratulazioni alla Professoressa Concetta Brescia Morra per il prestigioso incarico ricevuto in questi giorni dalla BCE.
Da tutta la redazione i migliori auguri di buon lavoro e un sincero in bocca al lupo per la nuova esperienza professionale.

La redazione coglie, inoltre, l’occasione per informare i suoi lettori che a partire dall’8 settembre u.s. la Professoressa Brescia Morra è in aspettativa dal comitato di redazione.

Attività di monitoraggio Basilea III: livello europeo

Set 15 2014

L’EBA ha pubblicato la sesta relazione sull’attività di monitoraggio di Basilea III sul sistema bancario europeo. Questa attività di monitoraggio, svolta in parallelo con il  Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria a livello globale, permette la raccolta di risultati in materia di capitale, liquidità (liquidity coverage ratio (LCR) e Net Stable Funding Ratio (NSFR) ) e rapporti di leva per le banche dell’Unione europea (UE).

Comunicato stampa

Report

Attività di monitoraggio di Basilea III: livello globale

Set 15 2014

Il Comitato di Basilea ha pubblicato i risultati della sua ultima attività di monitoraggio di Basilea III. Lo studio si basa sul rigoroso processo di reporting istituito dal Comitato con l’obiettivo di rivedere periodicamente le implicazioni delle norme di Basilea III per le banche.
Un totale di 227 banche hanno partecipato allo studio corrente. in particolare, si tratta di 102 banche appartenenti al Gruppo 1 (ovvero le banche attive a livello internazionale che hanno Tier 1 capital di oltre € 3 miliardi) e di 125 banche appartenenti al Gruppo 2 banche (ovvero tutte le altre banche).

Comunicato stampa

Report

Mercati finanziari

Set 15 2014

The Over-the-Counter (OTC) Derivatives Regulators Group (ODRG) ha pubblicato un report che fornisce un aggiornamento del G20 sui progressi nella risoluzione di derivati OTC.

Il ODRG ha comunicato che il prossimo report verrà pubblicato in vista del prossimo G20 previsto nel novembre 2014

Comunicato Stampa

Report

Quantitative easing: uno strumento da usare anche prima dei risultati sugli stress test
di Carlo Milani

Set 08 2014
Quantitative easing: uno strumento da usare anche prima dei risultati sugli stress test  <small><small><I>di Carlo Milani </I></small></small>

Executive summary

Uno degli argomenti che spinge a ritardare l’implementazione nell’Area euro del Quantitative Easing (QE) è legato alla mancata conclusione del processo di revisione dello stato di salute delle principali banche europee, e alla conseguente fase di ristrutturazione necessaria a porre in atto i rimedi a situazioni più o meno patologiche. Con opportuni accorgimenti si può evitare che il QE diventi un “regalo” per le banche in questa difficile fase di transizione verso la Vigilanza Bancaria Unica.

Il discorso del Presidente della BCE, Mario Draghi (2014), al consueto appuntamento estivo di Jackson Hole organizzato dalla Federal Reserve Bank of Kansas City ha riacceso il dibattito sull’esigenza o meno di mettere in atto anche nell’Area euro il QE, ovvero l’acquisto da parte della Banca Centrale di titoli (prevalentemente di Stato) con l’intento di immettere liquidità nel sistema economico (si veda per il caso statunitense Corsaro, 2014).

Più recentemente, Draghi ha esplicitamente dichiarato che nella riunione del 4 settembre 2014  si è discusso di QE, ma i contrasti interni al board, soprattutto con il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, hanno indotto il Comitato Esecutivo della BCE a prendere una decisione di compromesso, con il taglio del tasso di riferimento di 10 punti base e l’avvio dell’acquisto sul mercato di ABS (Asset Backed Securities) e di covered bonds (cosiddetto Credit Easing, CE), ma non di titoli governativi.

Un ostacolo ad un rapido lancio del QE, che da molti è considerato lo strumento cardine per la lotta alla deflazione (si veda al riguardo Roubini, 2014), è però costituito dai test in corso sullo stato di salute delle principali banche europee che dal prossimo novembre saranno sottoposte alla vigilanza della BCE. Il QE, infatti, potrebbe fornire un importante sollievo per i bilanci bancari, soprattutto per quelle banche operanti nei paesi periferici, come Italia e Spagna, che negli ultimi 2/3 anni hanno notevolmente incrementato il loro portafoglio di titoli di Stato (Milani, 2014). Presentandosi sul mercato un compratore disponibile a rilevare un’ingente quota di titoli governativi, le banche potrebbero liberarsi di questi bond (oltretutto non proprio privi di rischio) incassando delle rilevanti plusvalenze legate al differenziale di rendimento rispetto ai livelli dei tassi registrati negli anni passati (grafico 1). Così facendo, però, la BCE tenderebbe ad inficiare la valenza segnaletica dell’asset quality review e degli stress test (cosiddetto comprehensive assessment): con una mano si toglierebbero risorse alle banche imponendo una maggiore rigorosità nella tenuta dei conti e nella dotazione di capitale, con l’altra si offrirebbe un importante aiuto finanziario, soprattutto agli istituti di credito che non sono stati particolarmente prudenti nell’allocazione dei propri portafogli titoli.

Grafico 1

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Ciò che emerge da tale contesto è quindi una chiara situazione di contrasto di interessi nelle funzioni della BCE, legato alla contemporanea gestione della politica monetaria e, a partire dall’anno in corso, della vigilanza sul sistema bancario dell’Eurozona. Un modo per superare questa impasse potrebbe essere quello di imporre, mediante una raccomandazione dell’European Systemic Risk Board (ESRB), alle banche che beneficeranno direttamente del QE, in quanto potranno cedere buona parte dei titoli di Stato in loro possesso alla BCE senza condizionarne il rendimento, di accantonare interamente le plusvalenze ottenute. I più alti buffer di capitale ottenuti non dovrebbero però essere computati ai fini del raggiungimento degli obiettivi imposti dal comprehensive assessment, la cui valenza segnaletica sarebbe in tal modo preservata. In altri termini, le plusvalenze ottenute con la vendita dei titoli governativi andrebbero a formare un cuscinetto di capitale aggiuntivo rispetto a quello che verrà richiesto dopo gli stress test, irrobustendo quindi ulteriormente il patrimonio delle banche e rendendo meno probabile l’esigenza di futuri bailout.

I vantaggi di una simile azione sarebbero particolarmente rilevanti: i) gli azionisti bancari non sarebbe premiati, attraverso maggiori dividendi, per aver avallato la scelta dei manager di incrementare l’esposizione in titoli di Stato in una fase in cui il rischio sovrano era molto elevato; ii) il contemporaneo aumento della liquidità, grazie alla vendita dei bond governativi, e dei buffer di capitale offrirebbe quello spazio di manovra necessario per tornare ad accrescere l’erogazione di credito, canale fondamentale per aumentare la moneta in circolazione e contrastare i rischi di deflazione; iii) l’accesso al credito, soprattutto quello a medio-lungo termine necessario per il rilancio delle politiche di investimento, sarebbe poi facilitato dal più basso profilo dei tassi d’interesse sui titoli di Stato, che fungono da guida anche per i tassi bancari.

Per valutare quali potrebbero essere gli effetti sulle banche di un QE applicato in larga scala nell’Area euro si può fare riferimento al caso giapponese. L’evoluzione del portafoglio dei titoli di Stato delle banche nipponiche è stato molto simile a quello degli istituti di credito dei paesi periferici dell’Eurozona: dall’inizio della crisi del 2007-08 la tendenza è stata infatti quella di aumentare consistentemente l’investimento in titoli di Stato domestici. Per le banche giapponesi di portata nazionale l’incidenza sul totale attivo dei bond governativi è passata dall’11% circa della fine del 2008 al 24% del 2012 (grafico 2). Con l’avvento dell’Abenomics agli inizi del 2013, che ha previsto tra l’altro un massiccio acquisto di titoli di Stato da parte della Bank of Japan, le banche giapponesi sono riuscite a ridurre consistentemente il loro carico di titoli di Stato, portandosi al 14,7% del totale attivo nel luglio dell’anno in corso. Nell’arco di poco più di un anno il peso dei titoli di Stato nei bilanci degli istituti nipponici si è quindi ridotto per più di un terzo. Applicato al caso italiano, in cui le banche detengono circa 400 miliardi di euro di titoli di Stato, cioè equivarrebbe a liberare risorse per quasi 150 miliardi, pari a oltre 9 punti di Pil, liquidità senza dubbio utile a rivitalizzare una domanda interna asfittica e ad allontanare il rischio di una duratura permanenza della deflazione.

 

Grafico 2

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Riferimenti

Corsaro Stefano, 2014, Un bilancio del Quantitative Easing della Fed, FinRiskAlert.it.

Draghi Mario, 2014, Speech at annual central bank symposium in Jackson Hole.

Milani Carlo, 2014, Titoli di Stato: eppur son rischiosi, lavoce.info.

Roubini Nouriel, 2014, Abenomics, European-Style, Project Syndacate.

EIOPA STRESS TEST 2014
di Silvia Dell’Acqua

Set 08 2014
EIOPA STRESS TEST 2014 <small><small><I>di Silvia Dell’Acqua </I></small></small>

Lo scorso 30 aprile l’EIOPA (European Insurance and Occupational Pensions Authority) ha avviato uno stress test per valutare la resilienza del settore assicurativo Europeo.I risultati permetteranno una prima valutazione concreta dell’impatto del nuovo regime sulle imprese: l’esercizio è volto anzitutto a valutazioni di stabilità, ma basandosi sulla metrica Solvency II (SII) consentirà di avere una misura dell’impatto del complesso delle nuove norme nella loro versione definitiva (l’ultima misura di questo tipo risale a più di 3 anni fa). Lo stress test, infatti, è basato sulla più recente definizione del framework SII, incluse le misure Long Term Guarantees (LTG) su cui il Trilogo Europeo (Parlamento Europeo, Consiglio Europeo e Commissione Europea) si è accordato il 19 Novembre 2013. Lo studio ha impegnato le imprese per 5 settimane: i dati, consegnati a livello nazionale l’11 Luglio, sono stati validati dalle autorità di vigilanza dei diversi Paesiil 31 Luglio e sonoora in fase di validazione EIOPA fino a metà Settembre; i risultati degli stress saranno pubblicati a Novembre 2014. Metodologie e parametri sono stati definiti con la collaborazione dello European Sistemic Risk Board (ESRB) e sono mirati a verificare la robustezza del settore assicurativo sotto particolari condizioni avverse. Questo esercizio dovrebbe permettere di individuare eventuali punti deboli per trarre indicazioni al fine di rafforzare la stabilità del sistema finanziario europeo. Il Regulator ha richiesto di effettuare lo stress test alla data del 31/12/2013;nell’esecuzione dello studio le misure LTG sono opzionali (è comunque necessario fornire i risultati senza la loro applicazione) edallineate al più recente framework SII,inoltre: – i risultati devono provenire dall’applicazione della Standard Formula (e non dal modello interno) – i cash flow futuri non devono essere alimentati dal new business, in linea con l’approccio di going concern (come da SF) – le analisi per il “low yield module” (vedi sotto) devono essere portate a termineconsiderando un orizzonte temporale di 60 anni, laddove significativo L’EIOPA ha richiesto di valutarel’impatto di 2 diversi moduli di stress: “core module” e “low yield module” Il “core module” testa la robustezza delle compagnie in due scenari di mercato sfavorevoli (adverse1 and adverse2), dove stress su tassi di interesse, azioni, titoli governativi/corporate e su prezzi del mercato immobiliare si affiancano asituazioni critiche di rischi specifici del settore (mortalità, longevità, riserve insufficienti e rischi catastrofali). Differentemente dai precedenti esercizi, gli stress finanziari sono supposti istantanei e simultanei: gli impatti che ne derivano sono perciò da considerarsi additivi e non vanno aggregati tramite matrice di correlazione; i rischi underwriting sono considerati indipendenti fra loro e da quelli di mercato, non necessitano quindi di assunzioni preliminari sulla correlazione e permettono in ogni caso analisi ex post su effetti combinati (per riprodurli è sufficiente ipotizzare l’accadimento simultaneo di due o più shock).Con gli scenari adverse1 e adverse2, EIOPA vuole riprodurre dinamiche non favorevoli del mercato finanziario a livello globale (per entrambi gli scenari viene identificata una fonte di stress) ed al contempo focalizzare l’attenzione sull’impatto che i singoli stress hanno in termini di solvibilità. Per quanto concerne i rischi assicurativi, le compagnie sono tenute a riportare i risultati lordi e netti riassicurazione: in questo modo EIOPA, collezionando tutti i dati europei, può verificare il possibile fallimento di un riassicuratore in un determinato scenario di stress. I grafici di seguito riportati mostrano un confronto fra la curva base e le relative up/dw per il cacolo dell’SCR ed un confronto fra i livelli di curva base e adv1 e adv2.

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–       In adv1 la fonte di stress di mercato è l’equity, il cui shock produce importanti ripercussioni su titoli governativi e corporate.

Comparando gli stress a quelli della SF possiamo dire che

  • l’equity è praticamente in linea (-41% vs -39%(quotati in mercati regolamentati OECD o EEA)/-49%(altro))
  • il property è più severo(-49%(commerciale)/-17.10%(residenziale) vs -25%)
  • la longevità non è distante (incremento 10% vita attesa calibrato su età 65/75 vs circa 13%,che corrisponde approssimativamente al decremento del 20% dei tassi di decesso della SF)
  • la mortalità catastrofale non è distante (+0.6d_x/1000l_x vs +0.45, che corrisponde approssimativamente allo +0.15% da sommare ai q_x nella standard formula)
  • i riscatti massivi è significativamente meno severo (20% vs 40%).

–       In adv2 la fonte di stress di mercato è dovuta ai non-financial corporate bonds (questo evento può essere interpretato come la correzione all’attuale livello basso di spread che si osserva sui corporate bond).

Comparando gli stress a quelli della SF possiamo dire che

  • l’equity è meno severo (-21% vs -39%/-49%)
  • il property è meno severo (-18%/-15.70%vs -25%)
  • la longevità non è distante (incremento 18% vita attesa vs circa 13%)
  • la mortalità catastrofale è più severo (+2d_x/1000l_x vs circa +0.45)
  • i riscatti massivi è meno severo (35% vs 40%)

Il “low yield module” è un esercizio dedicato all’approfondimento degli effetti di una prolungata fase di bassi tassi di interesse sulla solvibilità delle assicurazioni, in linea con il documento pubblicato da EIOPA il 28 febbraio 2013“Opinion on a ProlongedLowInterest Rate Enviroment”.Con l’obiettivo di far ripartire l’economia, la Banca Centrale Europea si è infattiposta come impegno principe quello di abbassare i tassi di interesse e di mantenerli tali: tale scenario potrebbe creare problemi alle compagnie di assicurazione che operano nel ramo vita con molte polizze in gestione separata (dove il cliente ha diritto ad una rivalutazione minima garantita). L’EIOPA vuole testare la robustezza del settore assicurativo sotto tali condizioni, per evitare il ripetersi di quanto già accaduto in Giappone negli anni 90, dove diverse compagnie non furono in grado di far fronte ai rendimenti garantiti agli assicurati. Il modulo si articola in due scenari, che differiscono solo per la struttura a termine dei tassi di interesse:

–       low yield 1 utilizza come base di calcolo la curva di tassi giapponese di dicembre 2011 e analizza un contesto in cui tassi bassi per tutte le maturities perdurano nel tempo

–       low yield 2 utilizza come base di calcolo la curva si tassi euro di giugno 2012 e analizza un contesto in cui si vede uno shock atipico inverso sui tassi di interesse: incremento nel breve e decremento nel medio-lungo termine (nella curva adottata incremento fino a 7 anni e poi decremento)

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Nella prima fase, detta “bottom up” le compagnie sono tenute a calcolare gli impatti che tali strutture a termine producono sui valori di attivi, passivi e bilancio; nella seconda fase, detta “top down” EIOPA utilizza tali informazioni per condurre ulteriori analisi e sensitivities.

E’ utile sottolineare che in Italia le polizze con gestioni separate rappresentano una porzione molto rilevante del mercato Vita ed è bene ricordare che IVASS, già con la lettera al mercato del30 Maggio 2013, aveva richiesto a tutte le compagnie italiane di valutare, per contratti di tipo rivalutabile collegati a gestioni separate interne, l’impatto di una perdurante situazione di bassi tassi di interesse sulla loro capacità di adempiere agli impegni assunti, commissionandosimulazioni sulla loro esposizione al rischio di tasso basate su tre scenari differenti di stress:in particolare era stato chiesto alle compagnie di ipotizzare rispetto al caso base della curva swap in euro una variazione istantaneaparallela di+/-100bpse di misurare l’eventuale impatto sul fabbisogno di riserva aggiuntiva per rischio di tasso di interesse garantito di cui al regolamento IVASS n.21. In quell’occasione i risultati erano stati buoni(dal momento che la maggior parte delle riserve accantonate si riferisce a prodotti con rendimento minimo garantito inferiore a quello offerto dai titoli di stato su cui sono investiti gli attivi a copertura), ma l’esercizio con situazione perdurante di tassi bassi è ora eseguito seguendo le regole di SII.

EIOPA si è posta come obiettivo a livello europeo l’analisi del 50% del mercato Vita e Danni; in Italia, come da prassi per gli stress test, IVASS ha richiesto la partecipazione di quasi tutto il settore, inviando alle compagnie coinvolte una lettera con l’indicazione dei moduli da considerare (tipicamente “low yield module” per le sole compagnie vita, “core module” per vita e danni)

 

BCE, giù i tassi e via all’acquisto di ABS

Set 05 2014

Nella riunione mensile del Consiglio della BCE sono stati approvati il calo dei tassi di riferimento e il via libera all’acquisto di Asset-Backed Securities.
Il tasso di rifinanziamento principale cala allo 0,05% (dallo 0,15%), il tasso marginale allo 0,30% (dallo 0,40%), il tasso sui depositi della BCE al -0,2% (dal -0,1%). Non sono previsti ulteriori aggiustamenti verso il basso dei tassi.
L’acqusito di titoli ABS partirà invece ad ottobre.

Per ulteriori informazioni, leggere qui.

Le carriere professionali nel settore finanziario: prospettive in Deloitte Consulting e IASON Italia

Set 05 2014

Mercoledì 17 Settembre, ore 18.00
MIP Politecnico di Milano – Campus Bovisa
Via Lambruschini 4c, Milano

MIP e il Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano presentano la prossima edizione del Percorso Executive in Finanza Quantitativa. Nell’occasione, Deloitte Consulting e Iason Italia, in qualità di sponsor corso, presenteranno le opportunità di carriera nel settore finanziario per profili con forti competenze quantitative.
 
Programma:

ore 18.00        Prof. Emilio Barucci, Direttore, Dipartimento di Matematica e MIP
ore 18.20        Dott. Antonio Arfè, Partner Financial Services Industry, Deloitte 
ore 18.40        Dott. Antonio Castagna, Fondatore e AD, Iason Italia 
ore 19.00        Q&A

La partecipazione è gratuita previa registrazione: clicca qui

Contatti
Silvia Folador
Tel: +39 02 2399 9187 
E-mail: fq@mip.polimi.it