Giu 062018
 

FAMIGLIE

  • Il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile si mantiene stabile. La quota dei mutui a tasso fisso è cresciuta negli ultimi dieci anni di dieci punti (37%).
  • La crescita dell’indebitamento per finalità di consumo cresce soprattutto tra le famiglie con redditi superiori alla mediana.
  • Il tasso di insolvenza nei prestiti delle famiglie è ai minimi da dieci anni. La percentuale delle famiglie vulnerabili e l’incidenza del loro debito sul totale sono pari all’1.8% e all’11,4%, la metà del dato del 2008. Il dato non subirebbe variazioni significative anche in presenza di un aumento dei tassi di interesse di 200 punti base e di un andamento negativo dell’economia.

 

IMPRESE

  • La leva finanziaria delle imprese si è ridotta al 40%, un dato solo di due punti percentuali superiore a quello medio dell’area euro. Dal 2011 le imprese hanno destinato una parte cospicua dei profitti all’aumento del capitale di rischio.
  • Aumenta il ricorso all’emissione di titoli obbligazionari da parte delle imprese: 20 miliardi nel 2017 contro una media di 6 miliardi nei tre anni precedenti.
  • Il tasso medio annuo di deterioramento dei prestiti è passato dal 4.1% nel 2016 al 3.2%. Il numero di fallimenti è in diminuzione per il terzo anno consecutivo. I nuovi crediti deteriorati in rapporto al totale dei prestiti sono tornati su livelli precedenti la crisi.
  • Secondo il modello di Banca d’Italia, il numero di imprese vulnerabili da un punto di vista finanziario è passato dal 33% nel 2007 al 25% nel 2016.

 

BANCHE

  • Il credito bancario è in aumento ma il ciclo finanziario è ancora debole. Il rapporto tra credito bancario e PIL (credit-GDP gap) è ancora sotto di dieci punti percentuali rispetto al trend di lungo periodo. La forbice diminuirà il prossimo anno ma non scomparirà.
  • L’esposizione debitoria delle banche nel mercato MTS repo nei primi mesi 2018 è inferiore di circa un quarto rispetto alla media del 2017.
  • L’ammontare di rifinanziamento presso l’Eurosistema è costante e la liquidità in eccesso è elevata.
  • Il Texas ratio delle banche classificate come significative è diminuito di dieci punti percentuali ed è pari all’86%.
  • La raccolta obbligazionaria delle banche è in diminuzione (pari a 267 miliardi), di cui 39 in strumenti subordinati (15 detenuti da famiglie). I collocamenti sui mercati internazionali negli ultimi tre anni sono stati pari soltanto a 80 miliardi (pari al 2.6% del totale delle consistenze).
  • Il deficit di passività idonee secondo i requisiti della Bank Recovery Resolution DIrective potrebbe essere tra 30 e 60 miliardi per le banche italiane con un aumento del costo della raccolta stimato tra 10 e 30 punti base e un calo del margine di intermediazione tra il 2 e l’8%.
  • Il LCR delle banche non verrebbe impattato in modo significativo da un aumento dei tassi di interesse (fino a 300 punti base), soltanto il 5% delle banche andrebbe sotto la soglia di 100.
  • Il rischio di tasso per le banche è limitato: un aumento di 200 punti base porterebbe ad un aumentomedio del valore economico dei fondi propri dei principali 11 gruppi
  • pari al 2.9%.
  • Le banche italiane significative hanno un deficit di capitale contenuto rispetto alle banche europee (150 punti base, il leverage ratio è pari a 6 contro una media pari a 5.5).

 

MONDO ASSICURATIVO E FONDI COMUNI

  • Le compagnie di assicurazioni detengono il 43% degli attivi in titoli di Stato.
  • La quota di riserve matematiche relative a polizze vita con garanzie pari o inferiore a 1% è pari al 55% (era 46% nel 2016). Il volatility adjustment porta ad un innalzamento dell’indice di solvibilità del 9% contro un 24% medio a livello europeo.
  • Un’estensione del Last liquid point per la valutazione delle riserve porterebbe ad una riduzione del margine di solvibilità del 7%, misura inferiore a quella delle compagnie europee.
  • I PIR hanno un patrimonio di 12 miliardi di cui oltre il 56% investito in società non finanziarie residenti (36% in azioni, 20% in obbligazioni che rappresentano il 35% del totale delle emissioni).

 

SISTEMA FINANZIARIO

Le consistenze nette di CDS su rischio Italia (Stato, banche, imprese) sono in diminuzione.

  • Nel 2017, la quota di titoli pubblici italiani detenuta dalla Banca d’Italia è salita di 5 punti al 19%, quella delle banche è diminuita (dal 17.8 al 15.3%), sono rimaste stabili quelle delle famiglie (5.3%) e degli investitori esteri (33.2%).
  • La vita media residua dei tioli di Stato è 6.8 anni. Il costo medio dei tioli di Stato in essere è ai minimi (2.7%), il costo medio sulle nuove emissioni è 0.60%.
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