Dic 222016
 

Il Report EBA su MREL: uno stimolo o una scusa?

Il 14 dicembre l’EBA ha pubblicato il suo Report finale sull’implementazione del Requisito Minimo sui Fondi Propri e sulle Passività Eleggibili anche noto come MREL (Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities).

Il campione di riferimento ha incluso 133 gruppi bancari di 18 paese dell’UE che, alla data del 31 dicembre 2015, coprono circa 2/3 del totale degli attivi bancari.

Il report è indirizzato alla Commissione Europea che come noto ha emanato in data 23 novembre un pacchetto globale di riforme per rafforzare ulteriormente la resilienza delle banche dell’UE.

Il Parlamento Europeo e la commissione stessa assumeranno nei prossimi mesi deliberazioni su quel pacchetto di regole ed il report si propone di dare supporto tecnico alla discussione che porterà alla formalizzazione di un nuovo quadro normativo per il sistema bancario dell’Unione.

Il report in particolare fornisce una quantificazione dell’attuale ammontare di MREL e delle relative potenziali necessità di raccolta di fondi addizionali per le banche dell’UE, sotto due scenari di calibrazione nonché una stima, dei costi e benefici macroeconomici connessi all’introduzione dei suddetti requisiti minimi nell’UE.

Dei due scenari quello più conservativo definisce il MREL come il maggiore tra il doppio dell’attuale requisito di capitale inclusi i c.d. buffer e l’8% di passività totali e fondi propri.

Nell’altro il MREL è calcolato come il doppio dei requisiti di capitale minimi, ma con i buffer calcolati una sola volta, escludendo cioè quello a fronte di ricapitalizzazione

In estrema sintesi:

  1. le potenziali necessità di raccolta oscillano tra un minimo di 186 mdi EUR ed un massimo di 276 mdi. In entrambi gli scenari la quota di debito subordinato aggiuntiva sarebbe di 154 mdi;
  2. i benefici macroeconomici attesi sono quantificati in termini di impatto sul PIL in un range tra un minimo di 23 bp (basis point) ed un massimo di 92 bp all’anno nello scenario base definito in funzione della probabilità iniziale di una crisi, della sua lunghezza, della misura di perdita permanente di PIL ed del tasso di sconto applicato. Questi sarebbero connessi al rafforzamento della resilienza del sistema bancario (stabilità finanziaria) e della riduzione del c.d. moral hazard che si tradurrebbero in una minore probabilità di occorrenza e della ridotta severità di un evento di crisi;
  3. I costi macroeconomici attesi sono quantificati, sempre in termini di PIL in un range compreso tra -0.6 bp e 6 bp all’anno. Più nello specifico i costi connessi alle maggiori necessità di fondi sarebbero tra 2.9 e 5.8 bn che si tradurrebbero in un aumento degli spread sui crediti erogati tra 1.3 e 2.6 bp i quali a loro volta produrrebbero una contrazione del credito complessivo all’economia reale.
  4. Il saldo netto è stimato complessivamente positivo tra 17 e 91 bp.

È importante sottolineare che:

– rispetto alla prima stima di impatto di luglio in termini di necessità di finanziamento delle banche, la banda di oscillazione è significativamente ridotta; il massimo era stato infatti allora individuato a 790 bn. Questa contrazione è da imputare largamente alla nuova normativa tedesca che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2017, sul trattamento dei titoli c.d. senior unsecured che sono di fatto considerati subordinati rispetto ad altre passività garantite;

– la stessa EBA invita a valutare con estrema cautela gli impatti stimati sottolineando come questi dipendano in misura considerevole dalla capacità dei mercati di assorbire i più elevati volumi di emissione di strumenti eleggibili ai fini MREL e dalla capacità delle banche di accesso ai mercati, qualificati come profondi e sviluppati. L’EBA ammette che in questo momento le capacità di assorbimento del mercato sono incerte e che la sua evoluzione in futuro non può essere adeguatamente valutata.

Quest’ultimo warning in particolare dà la misura della volontà della banca centrale di richiamare il potere politico europeo all’impegno più volte ribadito di dotare l’UE di un vero mercato unico dei capitali senza il quale da un lato non è possibile prefigurare un superamento di un sistema economico ancora troppo “banca-centrico” in cui cioè alle imprese siano fornite reali alternative fonti di finanziamento e dall’altro il rischio del ripetersi di crisi in cui le risorse dei governi sono distolte dall’economia reale a sostegno delle istituzioni finanziarie in difficoltà è ancora inaccettabilmente elevato.

Allo stesso tempo invero è da sottolineare come le evidenti carenze del mercato europeo dei capitali di fatto fornisca al sistema bancario argomenti per un’intensa attività di lobbying contro le misure proposte dalle autorità regolamentari e al parlamento europeo un numero di valide ragioni per assecondare le pressioni delle banche.

Crediamo che dal quadro complessivo fornito dall’EBA sia necessario partire per intraprendere, in una ampia convergenza di intenti, una reale opera di stimolo del mercato dei capitali europeo che investa tutti gli attori, dalle banche e dalle assicurazioni ai fondi di investimento, ai fondi pensione e vorremmo suggerire anche al c.d. shadow banking (il complesso di mercati ed istituzioni non soggetto a regolamentazione, quali ad es. gli hedge funds) il cui potenziale di rischio sistemico appare ancora incredibilmente sottostimato dalle autorità regolamentari e non solo in Europa.

Bibliografia:

Final Report on MREL – Report on the Implementation and Design of the MREL Framework – European Banking Authority – 14 Dicembre 2016

Proposal for a Regulation of the European Parliament and of the Council amending Regulation (EU) No 575/2013 as regards the leverage ratio, the net stable funding ratio, requirements for own funds and eligible liabilities, counterparty credit risk, market risk, exposures to central counterparties, exposures to collective investment undertakings, large exposures, reporting and disclosure requirements and amending Regulation (EU) No 648/2012 – 23 Novembre 2016

Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions – Call for Evidence – EU regulatory framework for financial services – 23 Novembre 2016

German Resolution Mechanism Act (Abwicklungsmechanismusgesetz)-Federal Law Gazette I, 2015, page 1864-new provisions of section 46f (5) to (7) of the Banking Act – 2 Novembre 2015

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