Ago 312018
 

The Financial Stability Board (FSB) issued a joint report with the Committee on Payments and Market Infrastructures, the International Organization of Securities Commissions and the Basel Committee on Banking Supervision exploring interdependencies between central counterparties (CCPs) and clearing members and other financial service providers.

The report would eventually serve as a proxy to mitigate possible systemic risk arising from the increasing weight of central counterparties in global markets. The international standard-setters published a first report on central clearing interdependencies in July 2017.

To assess whether the findings of the July 2017 report were stable over time, the international standard-setters conducted another more streamlined data collection (as of October 2017) from the same 26 CCPs. The results are broadly consistent with the previous analysis with the data as of September 2016 and can be summarized as follows:

  • Prefunded financial resources are concentrated at a small number of CCPs.
  • Exposures to CCPs are concentrated among a small number of entities.
  • The relationships mapped are characterised, to varying degrees, by a core of highly connected CCPs and entities and a periphery of less highly connected CCPs and entities.
  • A small number of entities tend to dominate the provision of each of the critical services required by CCPs.
  • Clearing members and clearing member affiliates are also important providers of other critical services required by CCPs and can maintain several types of relationships with multiple CCPs simultaneously.

There are, however, some changes to highlight in the interdependencies in central clearing. For instance, the concentration of client clearing activity has decreased. Compared with the last report, initial margins from clients are now concentrated in two CCPs, compared to only one with the data as of September 2016.

The analysis of interdependencies in central clearing is intended to provide useful inputs for designing supervisory stress tests and has informed the policy work as set out in the joint workplan to promote CCP resilience, recovery and resolvability. The standard-setters published a report on the implementation of the workplan in July 2017.

 

Analysis of Central Clearing Interdependencies (PDF)

Ago 302018
 

Nel dicembre 2015 lo European Systemic Risk Board (ESRB) ha emanato una raccomandazione per favorire l’uniformità delle decisioni dei singoli Stati membri relative al coefficiente della riserva di capitale anticiclica (CCB) da applicare alle esposizioni verso residenti in paesi che non fanno parte dell’Unione europea (paesi terzi).

La raccomandazione prevede che le autorità nazionali designate identifichino annualmente i paesi terzi verso cui i sistemi bancari nazionali hanno esposizioni rilevanti e adottino misure per il controllo dei rischi per la stabilità del proprio sistema derivanti da una crescita eccessiva del credito in tali paesi. La Banca d’Italia, sulla base dei dati disponibili al 31 dicembre 2017, ha identificato come rilevanti per il sistema bancario italiano i seguenti paesi terzi: Russia, Stati Uniti, Svizzera e Turchia.

Poiché questi paesi sono stati identificati anche dall’ESRB come rilevanti per l’intera Unione europea e sono quindi sottoposti a sorveglianza da parte dell’ESRB medesimo, la Banca d’Italia ha deciso di non svolgere attività di sorveglianza diretta dei rischi dei quattro paesi.

L’identificazione dei quattro paesi è stata effettuata seguendo i criteri utilizzati dall’ESRB per individuare i paesi terzi rilevanti per l’Unione europea. La valutazione ha riguardato tutti i paesi verso cui le banche italiane hanno esposizioni e ha preso in considerazione tre indicatori riferiti rispettivamente:

  1. alla quota delle esposizioni originarie (ad es. le esposizioni non ponderate per il rischio);
  2. alla quota delle esposizioni ponderate per il rischio;
  3. alla quota delle esposizioni in default verso ciascun paese terzo sul totale complessivo delle corrispondenti esposizioni del sistema bancario italiano.

Sono stati identificati come rilevanti quei paesi per i quali almeno uno dei tre indicatori era pari o superiore all’1 per cento in ciascuno degli ultimi due trimestri e nella media degli ultimi otto.

Ago 302018
 

La congiuntura bancaria europea sembra vivere un momento positivo. Come emerge dall’ultimo Rapporto Banche del Centro Europa Ricerche (2018) gli impieghi bancari erogati a tutti i settori economici sono cresciuti dello 0,4% in Italia, del 2,2 in Spagna, del 2,4 in Germania e dell’8,5% in Francia.

L’Italia in questo quadro sembra essere il paese con più difficoltà sul fronte bancario. Guardando al dettaglio dei finanziamenti erogati alle imprese non finanziarie la situazione italiana ad una prima analisi appare ancora peggiore. Lo stock degli impieghi alle imprese ha segnato una variazione pari a circa il -5% ad aprile 2018 (-1,6% ad aprile 2017), una riduzione in linea con quella osservata negli altri paesi periferici (Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, GIPS). Nei paesi core, che comprendono Germania, Francia e le altre nazioni dell’Europa centrale, la variazione è stata invece nell’ordine del +4% (grafico 1).

Queste dinamiche risentono però dei processi di cartolarizzazione. La cessione dei prestiti, che negli ultimi mesi ha riguardato in particolare i crediti dubbi, fa infatti diminuire dai bilanci la consistenza dei crediti erogati. Correggendo per effetto delle cartolarizzazioni si rileva che il credito alle imprese operanti in Italia da inizio anno è tornato ad aumentare (+2,2% ad aprile 2018 – grafico 2).

 

Grafico 1. Impieghi alle società non finanziarie – Tasso di crescita su base annua

 

Fonte: elaborazioni CER su dati BCE.

  Grafico 2. Impieghi alle società non finanziarie – Tasso di crescita su base annua corretto per le cartolarizzazioni

Fonte: elaborazioni CER su dati BCE.

 

L’analisi in base alla dimensione delle imprese ci dice però che il miglioramento nell’erogazione del credito si è verificato soprattutto tra le imprese medio-grandi (grafico 3). Per le più piccole c’è stata una flessione, seppur meno rilevante rispetto ad un anno fa.

Grafico 3. Variazione % su base annua dei prestiti bancari (*)

 

 

(*) Escludono i pronti contro termine e le sofferenze. Le variazioni percentuali sono corrette per tenere conto dell’effetto contabile di cartolarizzazioni e riclassificazioni. Le imprese piccole includono le società in accomandita semplice, in nome collettivo, semplici, di fatto e le imprese individuali con numero di addetti inferiore a 20.
Fonte: Banca d’Italia (Bollettino Economico).

 

 

   

Grafico 4. Condizioni di offerta del credito alle PMI nell’ultimo trimestre (indice di diffusione (*))

(*) 100 = massimo restringimento nell’erogazione del credito, -100 = massimo allentamento.
Fonte: elaborazioni CER su dati BCE.

 

 

 

 

 

 

 

Per determinare quanto queste dinamiche siano influenzate da fattori di offerta e/o di domanda si possono in primo luogo osservare le indicazioni offerte dalla Bank Lending Survey (BLS), un’indagine che viene effettuata dal 2003, condotta dalle banche centrali nazionali insieme alla BCE, che viene rivolta alle principali banche dell’area euro. Nel questionario somministrato vi è una specifica domanda in cui gli intermediari possono esprimere le loro valutazioni sull’andamento della congiunturale del sistema creditizio. Con specifico riferimento alle PMI, si osserva come le condizioni di offerta applicate in Italia nell’ultimo anno siano intonate verso l’allentamento, seppur in misura minore rispetto alla metà del 2016 (grafico 4).

Grafico 5. Indicatore di accesso al credito delle PMI

Saldo netto delle risposte tra chi ha registrato un incremento rispetto alla riduzione del credito bancario

Fonte: elaborazioni CER su dati BCE e Commissione Europea.

Inoltre, le più recenti informazioni sul fronte del livello della domanda di credito, relative alla fine del 2017 e tratte dall’Indagine sull’accesso al credito delle PMI condotta dalla Bce e dalla Commissione Europea, non segnalano difficoltà di accesso al credito da parte delle PMI italiane. Il saldo tra le risposte di chi ha registrato un incremento del credito bancario rispetto a chi, invece, ha osservato una sua diminuzione offre delle indicazioni su quale è il livello di domanda di credito rimasta inevasa. Le indicazioni più recenti segnalano che la domanda di credito in Italia è stata interamente soddisfatta, tendenza che accomuna anche gli altri paesi europei (grafico 5).

In definitiva, le informazioni qualitative che emergono dalle survey dal lato dell’offerta e della domanda segnalano che nella fase più recente anche le imprese di minore dimensione non stanno registrando, in media, problemi di accesso al credito, come invece si poteva constare tra il 2011 e il 2014.

Al miglioramento delle condizioni di acceso ai finanziamenti bancari da parte delle imprese italiane, così come delle famiglie, hanno contribuito la pulizia dei bilanci bancari e soprattutto l’incisiva azione della Bce, in particolare tramite il quantitative easing (si veda Milani, 2015). Dal prossimo anno, però, il piano di acquisti di titoli di Stato verrà arrestato. Se la tabella di marcia definita da Mario Draghi, che prevede il permanere di una politica monetaria particolarmente accomodante per ancora molto tempo, sarà sposata anche dal nuovo presidente della Bce non c’è in ogni caso da attendersi un ritorno alla restrizione creditizia.

 

Bibliografia

– CER, Rapporto Banche 1/2018.

– Milani, Prime valutazioni sul quantitative easing europeo, FinRiskAlert.it del 12 Maggio 2015.

 

Ago 252018
 

L’iniziativa di Finriskalert.it “Il termometro dei mercati finanziari” vuole presentare un indicatore settimanale sul grado di turbolenza/tensione dei mercati finanziari, con particolare attenzione all’Italia.

Significato degli indicatori

  • Rendimento borsa italiana: rendimento settimanale dell’indice della borsa italiana FTSEMIB;
  • Volatilità implicita borsa italiana: volatilità implicita calcolata considerando le opzioni at-the-money sul FTSEMIB a 3 mesi;
  • Future borsa italiana: valore del future sul FTSEMIB;
  • CDS principali banche 10Ysub: CDS medio delle obbligazioni subordinate a 10 anni delle principali banche italiane (Unicredit, Intesa San Paolo, MPS, Banco BPM);
  • Tasso di interesse ITA 2Y: tasso di interesse costruito sulla curva dei BTP con scadenza a due anni;
  • Spread ITA 10Y/2Y : differenza del tasso di interesse dei BTP a 10 anni e a 2 anni;
  • Rendimento borsa europea: rendimento settimanale dell’indice delle borse europee Eurostoxx;
  • Volatilità implicita borsa europea: volatilità implicita calcolata sulle opzioni at-the-money sull’indice Eurostoxx a scadenza 3 mesi;
  • Rendimento borsa ITA/Europa: differenza tra il rendimento settimanale della borsa italiana e quello delle borse europee, calcolato sugli indici FTSEMIB e Eurostoxx;
  • Spread ITA/GER: differenza tra i tassi di interesse italiani e tedeschi a 10 anni;
  • Spread EU/GER: differenza media tra i tassi di interesse dei principali paesi europei (Francia, Belgio, Spagna, Italia, Olanda) e quelli tedeschi a 10 anni;
  • Euro/dollaro: tasso di cambio euro/dollaro;
  • Spread US/GER 10Y: spread tra i tassi di interesse degli Stati Uniti e quelli tedeschi con scadenza 10 anni;
  • Prezzo Oro: quotazione dell’oro (in USD)
  • Spread 10Y/2Y Euro Swap Curve: differenza del tasso della curva EURO ZONE IRS 3M a 10Y e 2Y;
  • Euribor 6M: tasso euribor a 6 mesi.

I colori sono assegnati in un’ottica VaR: se il valore riportato è superiore (inferiore) al quantile al 15%, il colore utilizzato è l’arancione. Se il valore riportato è superiore (inferiore) al quantile al 5% il colore utilizzato è il rosso. La banda (verso l’alto o verso il basso) viene selezionata, a seconda dell’indicatore, nella direzione dell’instabilità del mercato. I quantili vengono ricostruiti prendendo la serie storica di un anno di osservazioni: ad esempio, un valore in una casella rossa significa che appartiene al 5% dei valori meno positivi riscontrati nell’ultimo anno. Per le prime tre voci della sezione “Politica Monetaria”, le bande per definire il colore sono simmetriche (valori in positivo e in negativo). I dati riportati provengono dal database Thomson Reuters. Infine, la tendenza mostra la dinamica in atto e viene rappresentata dalle frecce: ↑,↓, ↔  indicano rispettivamente miglioramento, peggioramento, stabilità.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questa pagina sono esclusivamente a scopo informativo e per uso personale. Le informazioni possono essere modificate da finriskalert.it in qualsiasi momento e senza preavviso. Finriskalert.it non può fornire alcuna garanzia in merito all’affidabilità, completezza, esattezza ed attualità dei dati riportati e, pertanto, non assume alcuna responsabilità per qualsiasi danno legato all’uso, proprio o improprio delle informazioni contenute in questa pagina. I contenuti presenti in questa pagina non devono in alcun modo essere intesi come consigli finanziari, economici, giuridici, fiscali o di altra natura e nessuna decisione d’investimento o qualsiasi altra decisione deve essere presa unicamente sulla base di questi dati.
Ago 192018
 

L’iniziativa di Finriskalert.it “Il termometro dei mercati finanziari” vuole presentare un indicatore settimanale sul grado di turbolenza/tensione dei mercati finanziari, con particolare attenzione all’Italia.

Significato degli indicatori

  • Rendimento borsa italiana: rendimento settimanale dell’indice della borsa italiana FTSEMIB;
  • Volatilità implicita borsa italiana: volatilità implicita calcolata considerando le opzioni at-the-money sul FTSEMIB a 3 mesi;
  • Future borsa italiana: valore del future sul FTSEMIB;
  • CDS principali banche 10Ysub: CDS medio delle obbligazioni subordinate a 10 anni delle principali banche italiane (Unicredit, Intesa San Paolo, MPS, Banco BPM);
  • Tasso di interesse ITA 2Y: tasso di interesse costruito sulla curva dei BTP con scadenza a due anni;
  • Spread ITA 10Y/2Y : differenza del tasso di interesse dei BTP a 10 anni e a 2 anni;
  • Rendimento borsa europea: rendimento settimanale dell’indice delle borse europee Eurostoxx;
  • Volatilità implicita borsa europea: volatilità implicita calcolata sulle opzioni at-the-money sull’indice Eurostoxx a scadenza 3 mesi;
  • Rendimento borsa ITA/Europa: differenza tra il rendimento settimanale della borsa italiana e quello delle borse europee, calcolato sugli indici FTSEMIB e Eurostoxx;
  • Spread ITA/GER: differenza tra i tassi di interesse italiani e tedeschi a 10 anni;
  • Spread EU/GER: differenza media tra i tassi di interesse dei principali paesi europei (Francia, Belgio, Spagna, Italia, Olanda) e quelli tedeschi a 10 anni;
  • Euro/dollaro: tasso di cambio euro/dollaro;
  • Spread US/GER 10Y: spread tra i tassi di interesse degli Stati Uniti e quelli tedeschi con scadenza 10 anni;
  • Prezzo Oro: quotazione dell’oro (in USD)
  • Spread 10Y/2Y Euro Swap Curve: differenza del tasso della curva EURO ZONE IRS 3M a 10Y e 2Y;
  • Euribor 6M: tasso euribor a 6 mesi.

I colori sono assegnati in un’ottica VaR: se il valore riportato è superiore (inferiore) al quantile al 15%, il colore utilizzato è l’arancione. Se il valore riportato è superiore (inferiore) al quantile al 5% il colore utilizzato è il rosso. La banda (verso l’alto o verso il basso) viene selezionata, a seconda dell’indicatore, nella direzione dell’instabilità del mercato. I quantili vengono ricostruiti prendendo la serie storica di un anno di osservazioni: ad esempio, un valore in una casella rossa significa che appartiene al 5% dei valori meno positivi riscontrati nell’ultimo anno. Per le prime tre voci della sezione “Politica Monetaria”, le bande per definire il colore sono simmetriche (valori in positivo e in negativo). I dati riportati provengono dal database Thomson Reuters. Infine, la tendenza mostra la dinamica in atto e viene rappresentata dalle frecce: ↑,↓, ↔  indicano rispettivamente miglioramento, peggioramento, stabilità.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questa pagina sono esclusivamente a scopo informativo e per uso personale. Le informazioni possono essere modificate da finriskalert.it in qualsiasi momento e senza preavviso. Finriskalert.it non può fornire alcuna garanzia in merito all’affidabilità, completezza, esattezza ed attualità dei dati riportati e, pertanto, non assume alcuna responsabilità per qualsiasi danno legato all’uso, proprio o improprio delle informazioni contenute in questa pagina. I contenuti presenti in questa pagina non devono in alcun modo essere intesi come consigli finanziari, economici, giuridici, fiscali o di altra natura e nessuna decisione d’investimento o qualsiasi altra decisione deve essere presa unicamente sulla base di questi dati.
Ago 112018
 

L’iniziativa di Finriskalert.it “Il termometro dei mercati finanziari” vuole presentare un indicatore settimanale sul grado di turbolenza/tensione dei mercati finanziari, con particolare attenzione all’Italia.

Significato degli indicatori

  • Rendimento borsa italiana: rendimento settimanale dell’indice della borsa italiana FTSEMIB;
  • Volatilità implicita borsa italiana: volatilità implicita calcolata considerando le opzioni at-the-money sul FTSEMIB a 3 mesi;
  • Future borsa italiana: valore del future sul FTSEMIB;
  • CDS principali banche 10Ysub: CDS medio delle obbligazioni subordinate a 10 anni delle principali banche italiane (Unicredit, Intesa San Paolo, MPS, Banco BPM);
  • Tasso di interesse ITA 2Y: tasso di interesse costruito sulla curva dei BTP con scadenza a due anni;
  • Spread ITA 10Y/2Y : differenza del tasso di interesse dei BTP a 10 anni e a 2 anni;
  • Rendimento borsa europea: rendimento settimanale dell’indice delle borse europee Eurostoxx;
  • Volatilità implicita borsa europea: volatilità implicita calcolata sulle opzioni at-the-money sull’indice Eurostoxx a scadenza 3 mesi;
  • Rendimento borsa ITA/Europa: differenza tra il rendimento settimanale della borsa italiana e quello delle borse europee, calcolato sugli indici FTSEMIB e Eurostoxx;
  • Spread ITA/GER: differenza tra i tassi di interesse italiani e tedeschi a 10 anni;
  • Spread EU/GER: differenza media tra i tassi di interesse dei principali paesi europei (Francia, Belgio, Spagna, Italia, Olanda) e quelli tedeschi a 10 anni;
  • Euro/dollaro: tasso di cambio euro/dollaro;
  • Spread US/GER 10Y: spread tra i tassi di interesse degli Stati Uniti e quelli tedeschi con scadenza 10 anni;
  • Prezzo Oro: quotazione dell’oro (in USD)
  • Spread 10Y/2Y Euro Swap Curve: differenza del tasso della curva EURO ZONE IRS 3M a 10Y e 2Y;
  • Euribor 6M: tasso euribor a 6 mesi.

I colori sono assegnati in un’ottica VaR: se il valore riportato è superiore (inferiore) al quantile al 15%, il colore utilizzato è l’arancione. Se il valore riportato è superiore (inferiore) al quantile al 5% il colore utilizzato è il rosso. La banda (verso l’alto o verso il basso) viene selezionata, a seconda dell’indicatore, nella direzione dell’instabilità del mercato. I quantili vengono ricostruiti prendendo la serie storica di un anno di osservazioni: ad esempio, un valore in una casella rossa significa che appartiene al 5% dei valori meno positivi riscontrati nell’ultimo anno. Per le prime tre voci della sezione “Politica Monetaria”, le bande per definire il colore sono simmetriche (valori in positivo e in negativo). I dati riportati provengono dal database Thomson Reuters. Infine, la tendenza mostra la dinamica in atto e viene rappresentata dalle frecce: ↑,↓, ↔  indicano rispettivamente miglioramento, peggioramento, stabilità.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questa pagina sono esclusivamente a scopo informativo e per uso personale. Le informazioni possono essere modificate da finriskalert.it in qualsiasi momento e senza preavviso. Finriskalert.it non può fornire alcuna garanzia in merito all’affidabilità, completezza, esattezza ed attualità dei dati riportati e, pertanto, non assume alcuna responsabilità per qualsiasi danno legato all’uso, proprio o improprio delle informazioni contenute in questa pagina. I contenuti presenti in questa pagina non devono in alcun modo essere intesi come consigli finanziari, economici, giuridici, fiscali o di altra natura e nessuna decisione d’investimento o qualsiasi altra decisione deve essere presa unicamente sulla base di questi dati.
Ago 042018
 

The European Central Bank (ECB) released the results of the 2018:Q3 predictions on macroeconomic conditions in the Euro Zone. The main findings are summarized in three points:

  • HICP inflation expectations revised upwards for 2018 and 2019, while unchanged for 2020; longer-term expectations remained stable at 1.9%
  • Real GDP growth expectations revised downwards for 2018 and 2019, but unchanged for 2020
  • Unemployment rate expectations little changed

Respondents to the ECB Survey of Professional Forecasters (SPF) for the third quarter of 2018 reported point forecasts for annual HICP inflation averaging 1.7% for each of 2018, 2019 and 2020. Compared with the previous survey round, this represents upward revisions of 0.2 percentage point for 2018 and 0.1 percentage point for 2019, but no change to the expectation for 2020. Average longer-term inflation expectations (which, like all other longer-term expectations in this SPF, referred to 2023) remained stable at 1.9%.

SPF respondents’ expectations for real growth in euro area GDP averaged 2.2%, 1.9% and 1.6% for 2018, 2019 and 2020, respectively. This represents downward revisions of 0.2 percentage point for 2018 and 0.1 percentage point for 2019, but no change for 2020. Average longer-term expectations for real GDP growth remained unchanged at 1.6%.

Unemployment rate expectations were little changed, standing at 8.3%, 7.9% and 7.6% for 2018, 2019 and 2020, respectively, and 7.5% for the longer term.

 

Source: European Central Bank

Ago 042018
 

The Bank for International Settlement published the statistical results for end-of-March 2018 on global liquidity indicators. The results are summarized as follows.

  • US dollar credit to non-bank borrowers outside the United States rose to $11.5 trillion at end-March 2018, up by 7% over the previous year.
  • Euro-denominated credit to non-bank borrowers outside the euro area grew at an annual pace of 10%, reaching €3.1 trillion at end-March 2018.
  • US dollar credit to emerging market economies (EMEs) rose to $3.7 trillion at end-March 2018. The expansion was fuelled by international debt securities, which grew at an annual rate of 16%.

US dollar and euro credit to non-residents continued to expand

US dollar and euro credit to non-residents continued to expand
Graph 1: Annual growth of foreign currency-denominated credit to non-resident non-banks. Source: BIS global liquidity indicators.

US dollar credit to non-bank borrowers outside the United States rose to $11.5 trillion at end-March 2018, up by 7%over the previous year (Graph 1). Growth continued to be propelled by debt securities, which increased by 11%. Loans increased at a more modest pace of 3%. Since 2012, the growth of US dollar borrowing in debt securities markets has consistently outpaced that in loan markets. At end-March 2018, debt securities accounted for 52% of outstanding US dollar-denominated credit, up from 44% at end-2011.

Euro-denominated credit to non-bank borrowers outside the euro area also continued to expand at a rapid pace. It grew at an annual rate of 10% as of end-March 2018. The latest increase took its outstanding stock to €3.1 trillion.

Debt securities propelled the growth of US dollar credit to EMEs

Debt securities propelled the growth of US dollar credit to EMEs
Graph 2: Annual growth of US dollar-denominated credit to non-bank borrowers in EMEs. Source: BIS global liquidity indicators

Foreign currency credit to non-bank borrowers in EMEs continued to expand in Q1 2018. US dollar-denominated credit to EMEs grew by 9% in the year to end-March 2018, continuing the steady recovery from the contraction of 2016 (Graph 2). The expansion was fuelled by international debt securities, which grew at an annual rate of 16%. Euro-denominated credit rose by around 11%, similar to its pace in previous quarters.

The US dollar accounted for by far the largest share of outstanding foreign currency credit to non-bank borrowers in EMEs, at $3.7 trillion at end-March 2018, followed by the euro (€644 billion, or about $790 billion) and the yen (¥8 trillion, or $70 billion).

BIS global liquidity indicators (PDF)

Ago 042018
 

The board of the International Organization of Securities Commissions (IOSCO) today published eight recommendations to assist trading venues and regulatory authorities in the implementation of mechanisms to manage extreme volatility and preserve orderly trading.

Following recent extreme volatility events, regulatory authorities and trading venues have been reviewing their approaches to managing extreme volatility, particularly through the use of volatility control mechanisms. Volatility control mechanisms seek to minimize market disruption triggered by events such as erroneous orders, by halting or temporarily constraining trading. IOSCO believes that these mechanisms support the goal of ensuring that markets are fair, efficient and transparent, thereby increasing market integrity and investor confidence.

Today ́s final report, Mechanisms Used by Trading Venues to Manage Extreme Volatility and Preserve Orderly Trading, therefore recommends that trading venues should have volatility control mechanisms to manage extreme volatility and these mechanisms should be appropriately calibrated and monitored.

The report assists trading venues and regulatory authorities in implementing, operating and monitoring volatility control mechanisms by making recommendations that trading venues should, among other things, regularly monitor volatility control mechanisms to ensure they are working as designed and identify circumstances that would require the mechanisms to be re-calibrated. Trading venues also should make information available about volatility control mechanisms and when they are triggered to regulatory authorities, market participants and, if appropriate, the public.

Because of the importance of information sharing and communication among trading venues, the report recommends that where the same or related instruments are traded on multiple trading venues in the same jurisdiction, trading venues should communicate with one another when volatility mechanisms are triggered, as appropriate. Communication among trading venues may also be appropriate where the same or related instruments are traded in different jurisdictions and a volatility control mechanism is triggered.

The report also identifies the more recent development and use of price constraint mechanisms that, rather than simply halting trading, reject or constrain certain orders to allow trading and price formation to continue.

The report is part of IOSCO’s ongoing work on how technology is changing the way markets operate and how regulators and markets are responding to these changes. Specifically, the report builds on the recommendations in IOSCO ́s 2011 report Regulatory Issues Raised by the Impact of Technological Changes on Market Integrity and Efficiency, which addressed the broad technological changes impacting markets, including high frequency trading and measures used to address volatility, including trading halts, circuit breakers and price limits.

Ago 042018
 

The European Banking Authority (EBA) published today its final draft Regulatory Technical Standards (RTS) setting out conditions for securitisation to be deemed homogeneous. Homogeneity is one of the crucial requirements for a securitisation transaction to be assessed as simple, transparent and standardised (‘STS’) and to be eligible for more risk-sensitive risk weights under the new EU securitisation framework. Homogeneity is also a key element for investors when assessing the underlying risks and performing their due diligence.

According to the conditions specified in the RTS, homogeneous exposures need to be underwritten according to similar underwriting standards and serviced according to similar servicing procedures. In addition, they need to fall within the same asset category. To facilitate the assessment of homogeneity, the RTS specify a non-exhaustive list of the most common asset categories, reflecting the market practice. Finally, for the majority of these asset categories, the underlying exposures need to be homogeneous with reference to at least one of the homogeneity factors, such as type of obligor, ranking of security rights, jurisdiction, or type of immovable property.

The conditions of the homogeneity have been designed from the perspective of investors, so as to facilitate the investors’ assessment of the underlying risks on the basis of common methodologies and parameters.  The RTS are applicable to both asset-backed commercial paper (ABCP) and non-ABCP securitisations.

EBA Final Draft Regulatory Technical Standards (PDF)